Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Sanna Mila

Progetto o Titolo dell'esperienza:

La Dmt e l'Arteterapia in campo educativo e preventivo

Anno di inizio: dal 1992

Durata: interventi quadriennali

Sede (pubblico, privato, convenzionato): convenzionato

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): preventivo/educativo

Obiettivi generali del lavoro: favorire il benessere relazionale degli adolescenti disabili e prevenire il disagio sociale e relazionale dei giovani a rischio

Obiettivi specifici: offrire ai ragazzi, affetti da diverse patologie sociali, invalidanti, comportamentali ed affettive, l'opportunità di scoprire, prendere coscienza e riparare vari aspetti del loro mondo interno, oscurati o bloccati dal disagio di varia natura.
aiutarli a recuperare la loro identità corporea ed emotiva, ricucendo gli strappi causati dall'esperienza negativa e ricreare una via alternativa e positiva in cui riconoscersi e affidarsi per la più sana ricostruzione di sè.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): adolescenti

dai 14 ai 18 anni affetti da handicap psichico, disturbi comportamentali e disarmonia dello sviluppo

Metodologia utilizzata: Danzamovimentterapia e arteterapia

Breve descrizione dell'esperienza: I ragazzi frequentano un corso quadriennale di Formazione al lavoro all'interno di un centro di formazione professionale convenzionato con la Regione.
Da diversi anni l'area emotivo-relazionale ha assunto un valore predominante per l'intero iter formativo, perchè rappresenta la fascia trasversale a tutte le altre più operative e didattiche. Nel corso dei 4 anni di scuola il sostegno alla persona e la relazione di aiuto vengono affidate ai laboratori di Danzamovimento terapia e di arteterapia, che accolgono gli allievi con una frequenza di due sedute settimanali della durata di due ore cad.
Il lavoro si sviluppa in modo articolato passando da un primo periodo di osservazione, in cui gli strumenti metodologici delle due discipline sono finalizzati alla valutazione delle istanze maggiormente presenti nel comportamento dei ragazzi, si passa poi ad una fase di esperienza pratica e operativa che ha l'0bbiettivo di far sperimentare agli utenti le varie possibilità espressive che vanno dal corpo al disegno,alla drammaterapia alla scultura, ed infine al percorso narrativo che rappresenta la fase conclusiva in cui il lavoro svolto può prendere forma e restituire ai soggetti la loro storia e il linguaggio per rappresentarla.
Molto materiale è stato prodotto, tra spettacoli teatrali, video, mostre artistiche,documentazione varia.Oltre a partecipazione a convegni, mostre,concorsi, che sarebbe bello metterre a disposizione di quanti operino nel settore o inviare articoli specifici con descrizioni più dettagliate, che se può interessare invierò volentieri.

 

 

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Dr. Vincenzo Puxeddu, Dr.ssa Anna Baraldi

Progetto o Titolo dell'esperienza:

"DanzaMovimentoTerapia e Tossicodipendenza: gruppo di espressione corporea e Danzaterapia"

Anno di inizio: 1997

Durata: 1 anno

Sede (pubblico, privato, convenzionato) : SERT della ASL 8 Cagliari

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): educativo-riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro:

- per ciascun soggetto partecipante, al beneficio individuale , si accompagna l'opportunità di una esperienza di reciprocità intrinseca all'interno di un gruppo caratterizzata da valenze costruttive.
- Aprire i canali di socializzazione e comunicazione
- Sviluppare capacità di ricevere e trasmettere emozioni

Obiettivi specifici:

- in considerazione della direzione autodistruttiva che assume nel tossicodipendente la relazione con il corpo, ripristinare un contatto gratificante con il corpo, attraverso la presa di coscienza corporea, il training dinamico il rilassamento e la rielaborazione
- riscoprire tutte le potenzialità del corpo, traendo da esso Sensazioni di piacere e uno sblocco sul versante comunicativo ed affettivo-relazionale, facilitato dal fatto che l'esperienza si svolge in gruppo e rappresenta occasione diretta di confronto e condivisione
- Riordinare le esperienze, passare dalla frammentazione alla totalità, attraverso la presa di coscienza e la costruzione della propria immagine corporea
- Riacquisire la capacità di muoversi nel tempo e nello spazio in modo più consapevole ed integrato attraverso stimoli che ristabiliscono uno stato di equilibrio e attenzione vigile verso i propri vissuti.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero):

n° 18 utenti in carico al SERT della ASL n° 8 di Cagliari
età: 22- 40 anni
quadri clinici diversificati sia in termini diagnostici che in riferimento alle fasi e alle tipologie dei trattamenti: alcuni assumevano farmaci sostitutivi, altri il farmaco antagonista, la maggioranza era in uno stato di drug-free e in una fase in cui usufruiva di interventi di sostegno e di appoggio educativo a seguito anche di programmi comunitari

Metodologia utilizzata:
DanzaMovimentoTerapia Integrata
Conduzione di due operatori specializzati in DMT e un Supervisore
Il gruppo comprendeva anche alcuni operatori del SERT: la psicologa responsabile del progetto, tre educatori e una psicologa tirocinante.
Strumenti di verifica e valutazione:
- colloqui individuali e in chiusura delle attività tra operatori e utenti
- diario di bordo a cura degli operatori
- videoregistrazioni delle sedute
- riunioni di équipe dopo ciascun incontro e riunioni con i consulenti con frequenza trimestrale
- questionario di valutazione delle attività, somministrato agli utenti al termine del progetto

Breve descrizione dell'esperienza: La prima fase del progetto mirata alla conoscenza dell'utenza, e a porre le condizioni per uno scambio e un confronto con gli operatori del SERT, si è articolata in riunioni di équipe, e in colloqui individuali con ciascuno degli utenti partecipanti.
Tali colloqui hanno aperto principalmente uno spazio di relazione individualizzata con i pazienti, facilitando l'accesso alle storie ed ai percorsi personali di ciascuno.
La certezza che il conduttore fosse interessato ad avviare un processo di conoscenza diretto, privo di connotazioni e pregresse informazioni cliniche, ha nella generalità dei casi, favorito livelli comunicativi più spontanei e meno formali.
L'attività si è basata su un lavoro di gruppo e mediazioni corporea con l'utilizzo di tecniche ritmico- musicali.
Ciascuna seduta si è articolata in 4 fasi: avvio, fase centrale tematica, fase di ritorno, fase di rielaborazione.

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid:

Dr. Vincenzo Puxeddu, Dr.ssa Anna Baraldi

équipe Centro Studi DanzaTerapia

Progetto o Titolo dell'esperienza: Laboaratorio di Artiterapie

Anno di inizio: 1998

Durata: fino a gennaio 2000

Sede (pubblico, privato, convenzionato):

Comune di Nuraminis (CA) , CIM Nuraminis ASL n° 6 di Sanluri (CA)

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro:

- socializzazione e comunicazione;
- autonomia critica
- riscoperta e riappropriazione del linguaggio corporeo, grafico sonoro e ritmico.
- Favorire la reintegrazione sociale del sofferente psichico attraverso momenti di integrazione nel territorio e consentire allo stesso tempo momenti e spazi per una messa in "forma" dei vissuti emotivi.

Obiettivi specifici:

- sviluppare capacità di riorganizzare e riordinare le esperienze, passare da frammentazione a totalità, attraverso la presa di coscienza dell'immagine corporea
- capacità di ricevere e trasmettere emozioni
- sviluppare capacità di comunicare

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero):

- utenti psichiatrici adulti, tra i 20 e i 45 anni

Metodologia utilizzata:
DMT Integrata â (sedute di gruppo) e Teatro Terapia: sono stati integrati diversi linguaggi espressivi, per cui è stato necessario organizzare un accurato lavoro di équipe.
Tutto il progetto è stato sottoposto a verifica e valutazione costante.
Strumenti di verifica e valutazione:
- diario di bordo a cura degli operatori
- riunioni di équipe
- schede di osservazione individuale e di gruppo per ciascun incontro
- videoregistrazioni

Breve descrizione dell'esperienza: Gli utenti hanno lavorato suddivisi in 2 gruppi paralleli; ogni laboratorio aveva una durata di 2 ore e mezza; modello di gruppo auto-integrato, in cui si alternavano coppie di operatori.
La modalità di lavoro scelta prevedeva l'attuazione di laboratori tematici di DanzaMovimentoTerapia, Musicoterapica, attività espressive, realizzati secondo una metodologia che prevede l'interrelazione dei differenti linguaggi espressivi.
Alle attività di laboratorio, sono state aggiunte alcune attività extra-laboratoriali nel territorio, tese a favorire l'integrazione attraverso la conoscenza della realtà sociale e culturale della comunità: incontri con artisti stranieri, visita a mostre, laboratori pratici; partecipazione ad allestimento mostra nell'ambito di manifestazione culturale "Segni & Sogni"organizzata presso il Comune di Cagliari.
Fondamentale per la realizzazione di questo progetto è stato il lavoro di rete.
Le attività si sono chiuse con un ciclo di laboratori tematici finalizzati alla realizzazione di prodotto video, creazione collettiva di un cortometraggio poetico sugli ALBERI, che ha consentito agli utenti di ricondurre ad un tema comune i vari linguaggi espressivi sperimentati nel progetto, mantenendo l'attenzione sulla ricchezza del processo come qualità dell'esperienza e non sul prodotto.

 

 

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Dr. Vincenzo Puxeddu, Dr.ssa Anna Baraldi

Progetto o Titolo dell'esperienza: "Laboratori di ArteTerapia" Comune di Olbia (SS)

Anno di inizio: 1999

Durata: 3 anni

Sede (pubblico, privato, convenzionato): pubblico

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro:

- socializzazione e comunicazione;
- autonomia critica
- riscoperta e riappropriazione del linguaggio corporeo, grafico sonoro e ritmico.
- Integrazione del sofferente psichico nel contesto di gruppo e nella sua comunità di appartenenza

Obiettivi specifici:

- sviluppare capacità di riorganizzare e riordinare le esperienze, passare da frammentazione a totalità, attraverso la presa di coscienza dell'immagine corporea
- capacità di ricevere e trasmettere emozioni
- sviluppare capacità di comunicare

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero):

- n° 48 utenti di età compresa tra i 6 e i 55 anni
- utenti psichiatrici in carico al CIM dell'A. USL n° 2
- utenti in età evolutiva con disturbi pervasivi dello sviluppo o affetti da handicap in carico al Servizio di NeuroPsichiatria Infantile
- utenti dei Servizi Sociali Comune di OLBIA

Metodologia utilizzata: DMT Integrata â (sedute di gruppo)
Osservazione, verifica e valutazione costante attraverso schede di
osservazione individuale e di gruppo.
Somministrazione agli utenti di un questionario di valutazione delle attività

Breve descrizione dell'esperienza: Ciascun laboratorio ha seguito la seguente struttura: avvio, tema centrale, ritorno alla calma, rielaborazione dell'esperienza.
Attraverso l'utilizzazione di differenti linguaggi espressivi è stato prioritario lavorare sulla dimensione di relazione e appartenenza al gruppo.
È stato possibile raggiungere un recupero e potenziamento delle capacità fisiche ed espressive, sviluppare un consapevolezza dei propri bisogni e accrescere i tempi di attenzione e di ascolto di sé e degli altri. Una particolare attenzione è stata rivolta al potenziamento delle capacità attentive e decisionali, parallelamente al verificarsi di un graduale sollievo sintomatologico.

 

 

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Dr. Vincenzo Puxeddu, Dr.ssa Anna Baraldi

Progetto o Titolo dell'esperienza:

DMT I Psichiatria: esperienza presso il Servio di Diagnosi e Cura dell'Ospedale

SS Trinità di Cagliari

Anno di inizio: 2001

Durata: 2 anni 48 laboratori di DMT

Sede (pubblico, privato, convenzionato):pubblico (S.P.D.C. OSP. SS. TRINITA' Cagliari)

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): clinico-riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro:

- ridurre reazioni disadattative a rischio in un ambiente solo contenitivo
- rendere più efficace la relazione terapeutica con i curanti e con personale di
assistenza

- esplorare nuove possibilità di integrazione con la persona-paziente

Obiettivi specifici:

- sperimentare regolarità S- T
- offrire una struttura accogliente per chi soffre e vive la costante esperienza di
frammentazione di integrazione della persona
- scambio tra operatori e pazienti
- autocontrollo attraverso lo STOP

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero):

- gruppo integrato operatori e pazienti
- n° 118 utenti tra i 20 e i 77 anni
- 3 tipologie di pazienti psichiatrici:

a) Schizofrenia, D. Schizo-affettivo, Delirio Cronico;
b) D. Bipolare o D. Depressivo Maggiore
c) D. Personalità, Nevrosi, D. Reattivi, Dipendenza da sostanze da alcool

 

Metodologia utilizzata: DMT Integrata â (sedute di gruppo)
Setting rigoroso, modalità di conduzione direttiva, dimensione di accoglienza non giudicante. Osservazione, verifica e valutazione costante attraverso schede di osservazione e Follow- Up

Breve descrizione dell'esperienza: L'esperienza si è svolta tra Aprile e Dicembre 2001, per un totale di 48 laboratori di DMT.
Il Setting è stato strutturato in funzione dei bisogni degli utenti e dell'estremo turn-over che caratterizzava i laboratori. Rigore e precisione di S e T sono state le caratteristiche del Setting, accompagnate ad una modalità di conduzione partecipante, strutturata e direttiva, che ha mantenuto come costante del lavoro un assetto circolare accogliente.
Emerge da parte degli utenti il bisogno di investire, comunicare e condividere contenuti personali proprio in quel contesto di acuzie nel quale i problemi sono brutalmente evidenti, ma non sempre consapevoli.
Importante e fondamentale questa possibilità di condivisione dell'esperienza tra operatori e pazienti in gruppo integrato, che pongono i pazienti in un piano di "parità protetta".
Gli operatori, insieme ai conduttori, oltre a vivere in prima persona l'esperienza delle sedute sul piano corporeo-emozionale, divengono la cornice ed il contenitore della esperienza dei pazienti, veicolata dal corpo che si muove.
Questa esperienza sembra restituire una maggiore consapevolezza alla possibilità di ridurre distanze, leggere con più attenzione l'espressività individuale, cogliere il messaggio non verbale e sentirlo come fondamentale nella lettura del disagio dei degenti.
Agli utenti è offerto un piccolo tempo per dare ordine all'esperienza, attraverso il ritmo assunto come principio regolatore spazio-temporale.
Agli operatori resta il piacere di esprimersi nel contesto lavorativo con i propri strumenti personali, emozionali, spontanei.

 

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Dr. Vincenzo Puxeddu, Dr.ssa Anna Baraldi

Progetto o Titolo dell'esperienza: "Laboratorio introduttivo di DMT" SAN SPERATE (CA)

Anno di inizio: 2001

Durata: 10 incontri maggio e giugno

Sede (pubblico, privato, convenzionato): Servizi Sociali del Comune di San Sperate(CA)

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): educativo-riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro:

- sperimentare il senso unità e di appartenenza.
- Rinforzare l'autostima
- Conoscenza proprio schema corporeo
- sviluppare le capacità di attenzione e concentrazione

 

Obiettivi specifici:

- esprimere in un contesto contenente qualità psico-corporee come forza, rabbia, aggressività, delicatezza, fluidità..
- sperimentare la possibilità di "sapersi fermare e stare", attraverso il rilassamento e

lo Stop.
- sperimentare attività in coppia con cambio di ruoli, attivo/passivo, per avere la possibilità di "prendersi cura dell'altro", di "essere responsabile".

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero):

7 soggetti disagiati tra i 7 e i 25 anni, 5 portatori d'handicap e 2 con disagio mentale.
Nel gruppo hanno partecipato anche 4 operatori dei Servizi Sociali e 2 insegnanti di sostegno

Metodologia utilizzata:
DMT Integrata â (sedute di gruppo)
Setting rigoroso, modalità di conduzione direttiva, dimensione di accoglienza non giudicante. Osservazione, verifica e valutazione costante attraverso schede di osservazione sull'analisi del movimento e sulle modalità di partecipazione degli utenti.

Breve descrizione dell'esperienza: Il gruppo era condotto da due operatori e un musicista percussionista.
È stata mantenuta una struttura rigorosa del Setting, seduta scandita in 4 fasi: avvio, fase centrale, conclusione e rielaborazione.
All'interno di un breve percorso tendente a rafforzare il senso di appartenenza al gruppo, sono stati introdotti alcune attività in coppia: attraverso il massaggio a due con diversi scambi di ruoli, si è avviato un processo di conoscenza del sé e dello schema corporeo.
L'inversione di ruoli consente di sperimentare una situazione di adeguatezza e uguaglianza, di alternanza tra attività e passività, dare e ricevere, che consente di sperimentare la possibilità di "prendersi cura dell'altro", di "essere responsabile dell'altro".
A sostegno e rinforzo di queste attività, è stato introdotto un lavoro sul Ritmo e sulle percussioni, che ha permesso allo stesso tempo di inserire lo Stop come esperienza forte e immediata di autocontrollo e autopercezione.
Il gruppo è stato infine coinvolto in un gioco simbolico, con la rappresentazione di animali vissuti attraverso il gesto, il corpo, l'espressione, che ha consentito agli utenti di esplorare ed esprimere in un contesto contenente qualità psico-corporee come forza, rabbia, aggressività, delicatezza, fluidità.

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid:

Dr. Vincenzo Puxeddu, Dr.ssa Anna Baraldi, Cornelia Wildisen

Progetto o Titolo dell'esperienza:

Progetto di DanzaMovimentoTerapia per bambini portatori di handicap

Anno di inizio: 2002

Durata: gennaio / maggio (16 laboratori di 1 ora ciascuno)

Sede (pubblico, privato, convenzionato): pubblico, Circoscrizione Comunale S.Averdrace di Cagliari (Servizi Sociali)

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): educativo-riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro:

- creare un gruppo eterogeneo che consenta al portatore di handicap di vivere un'esperienza in un ambiente diverso da quello familiare e di inserirsi e integrarsi nella comunità di appartenenza.
- Associare valenze educativo - riabilitative, quali ad esempio attività di tipo occupazionale e motorio, alle valenze creative dei linguaggi artistici con il loro potenziale comunicativo e simbolico.
- Scoprire all'interno di una pluralità di linguaggi , la "diversità come norma", ciascuno ha la possibilità di esprimere il proprio corpo-storia, diverso e uguale, purché non si prediliga il solo linguaggio verbale.

Obiettivi specifici:

- allentare tensioni, difese, squilibri e paure
- affinamento delle funzioni cognitive e di adattamento
- sviluppo dello schema corporeo e dell'immagine corporea nei suoi aspetti psico-affettivi e funzionali
- sviluppo della funzione di interiorizzazione e di strutturazione spazio/temporale
- presa di coscienza dell'unità copro -mente

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero):

n° 9 bambini tra gli 8 e 10 anni, con problematiche relative all'handicap, al disagio familiare e sociale)

Metodologia utilizzata:DMT Integrata con l'interrelazione dei differenti linguaggi espressivi.
Osservazione e analisi dei bisogni specifici degli utenti, verifica e valutazione costante, riunioni di équipe e compilazione di schede di osservazione individuali e di gruppo, relative ai parametri dell'Analisi del Movimento LABAN e alle dinamiche di relazione nel gruppo

Breve descrizione dell'esperienza: Il filo conduttore dell'esperienza è stato un lavoro sulle parti del corpo completato da un lavoro sui materiali.

L'attenzione rivolta al viso e alle espressioni ha portato poi alla realizzazione di una maschera; quella legata alle braccia e al busto ha condotto alla creazione di un mantello e quella sulle gambe, ha permesso di esplorare lo spazio strutturato secondo le diverse modalità.

Il lavoro con i materiali è stato introdotto soprattutto per utilizzare un canale comunicativo ed espressivo che non escludesse il bambino non vedente, ma che lo ponesse in un piano paritetico, agevolando in questo modo il processo di integrazione.

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid:

Elena Fossati

Progetto o Titolo dell'esperienza:

"…Un momento per me….Un momento con gli altri" Movimento con la Danzamovimentoterapia

Anno di inizio: 2001, ancora in corso (3°anno)

Durata: annuale

Sede (pubblico, privato, convenzionato):

Privato- Associazione Anziani di Bovisio Masciago Milano

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): Preventivo

Obiettivi generali del lavoro:

- Movimento e benessere del corpo
- Movimento e suono, musica, ritmo
- Piacere del movimento come espressione di sé

Obiettivi specifici:

- Movimento globale e percezione del corpo nello spazio
- Movimento e musica: coordinazione ed espressione
- Dal lavoro a specchio alla creatività personale
- Movimento e benessere (miglioramento dell'autostima, piacere espressivo e non solo
del movimento per il corpo che soffre)

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero):Terza Età.

L'età dei partecipanti varia dai 60 agli 81 anni. Il gruppo, per esigenza dell'Associazione è a carattere aperto, l'unica prerogativa è essere soci dell'associazione stessa, si è consolidato con 16 partecipanti ( 15 donne e 1 uomo), ma per alcuni mesi è stato composto da 18 partecipanti (17 donne e 1 uomo).

Metodologia utilizzata:Il lavoro è stato condotto secondo la Metodologia "Danzamovimentoterapia Integrata" ed è stato supervisionato dal Dot. V. Puxeddu.
Il lavoro viene integrato da alcune tematiche tratte dalla Metodologia di M. Fux.

Breve descrizione dell'esperienza: Gli incontri si svolgono nella palestra all'interno dell'Associazione. Il progetto è stato da me elaborato sulla base del lavoro precedente e gli incontri si fondano su un tempo di ricerca personale. Gli obiettivi generali e gli incontri sono stati da me strutturati attraverso l'osservazione degli incontri e l'analisi dei bisogni degli utenti (utilizzo schede d'osservazione e verifica e compilo il cosiddetto "Diario di bordo"- una verifica del lavoro a caldo- proprie della metodologia di riferimento).
Gli incontri bisettimanali e di un'ora ciascuno, sono organizzati su 4 momenti (fase di riscaldamento, tema, rielaborazione, rilassamento), si svolgono sviluppando una tematica, una "parola chiave" che andremo ad esplicitare, trasformare attraverso il movimento e che poi andremo a recuperare nel momento della rielaborazione.
Fase di riscaldamento: inizio sempre le sedute con un momento di introduzione. Attraverso una camminata con o senza musica porto i partecipanti a calarsi in questo momento speciale dedicato a loro stessi. Propongo movimenti e stimolo loro a ricercare dei gesti personali. Poi andiamo a sederci (per rispettare i ritmi di tutti i partecipanti) e propongo un momento di "risveglio del corpo" attraverso movimenti lenti delle varie parti o di tutto il corpo accompagnati dal ritmo della musica o del proprio respiro. In questa fase incomincio ad introdurre il tema dell'incontro.
Tema: ho cercato sviluppare il progetto proponendo le tematiche in modo tale da poter interessare il gruppo. Infatti durante i momenti di rielaborazione emergono interessi e domande. Ho cercato di portarli dal piano della percezione fisica del corpo sofferente, che comunque in parte permane nel gruppo, ad un corpo che si esprime anche se stanno lavorando su temi di carattere fisico, per esempio"circolazione del sangue" e quindi sto facendo lavorare gli arti inferiori,…Attraverso il movimento degli arti,… non solo si può trarre un benessere fisico, ma è anche possibile esprimere se stessi, traendo piacere dal corpo che si muove, che diventa tutt'uno con la musica, con il respiro.
Ho proposto loro un lavoro sul ritmo(attraverso elementi della metodologia dell'Expression Primitive per introdurre il discorso sulla coordinazione del movimento) e su alcune coreografie legate alle tradizioni popolari o ai loro gusti musicali. è piaciuto molto. Hanno verbalizzato il piacere del gioco sul ritmo e del gioco in se stesso; hanno sottolineato di avere danzato, di essere tornati "bambini" e di avere riprovato a fare le stesse cose a casa.Hanno addirittura proposto, una volta al mese, un incontro basato sulle danze: dove portare i balli che piacciono a loro, dove proporre danze popolari, di altre culture o incontri con la musica e il movimento in modo diverso (abbiamo ospitato un'arpista). Li ho visti molto interessati e partecipi nei lavori con le immagini creative: dove il movimento è suscitato dall'immagine creativa e dove tutto ciò viene supportato dalla musica. Molti partecipanti rilassandosi con la musica, gli occhi chiusi hanno creato la loro danza, hanno raggiunto un lavoro di espressione personale.
Rielaborazione: dopo avere lavorato in modo così profondo, ricercano un momento di riflessione dove emergono fantasie personali, ricordi, domande,…. Alcune persone devono essere stimolate, altre liberamente portano la loro opinione. Sono molto più attenti a se stessi e agli altri.
Rilassamento: dopo questa condivisione propongo loro una fase conclusiva di rilassamento attraverso movimenti lenti sdraiati sui materassini o attraverso la visualizzazione guidata di colori, paesaggi,…..Sempre con la musica. Da qui li accompagno alla ripresa dei movimenti e al ritorno alla "veglia", per poi farli ritornare seduti e da qui in piedi, molto gradatamente e facendo prendere loro consapevolezza di questi momenti. Infine ci si congeda.
Abbiamo riflettuto sul confronto di questi momenti per se stessi e sulla quotidianità: sull'assaporare, per portare nella vita di tutti i giorni questi momenti per loro, su quanto questo li faccia sentire meglio.
-sono allegate alcune schede di osservazione-
Verifica e valutazione:
Il percorso di quest'anno (2002-2003), nato sulla base del lavoro propedeutico della prima annualità (2001-2002), mi ha dato la possibilità di strutturare il setting di DMT in modo più rigoroso, rispettando la specificità della disciplina e la metodologia di lavoro.
Il gruppo ha aderito in modo propositivo alla proposta diversa dal corso di Ginnastica (anche esso proposto dall'Associazione).
Già ad una prima verifica, prima della pausa natalizia, ho potuto notare che il gruppo stava prendendo una direzione nuova:
- Venire al corso di movimento è fare "qualcosa per se stessi", è "stare in compagnia", non solo venire a fare "esercizi" per mantenersi in forma, sebbene l'interesse per un corpo che soffre, che deve fare esercizi per mantenersi in forma permane (ma la proposta di DMT guarda anche al corpo che si muove anche da un punto di vista fisico).
- Alcune persone hanno evidenziato l'interesse verso le proposte con la musica, il lavoro sulla percezione del proprio respiro.
- Una persona ha suggerito di dare più spazio al legame che la DMT ha con la danza, utilizzando danze popolari, balli,….
Ad una verifica conclusiva, dopo 8 mesi di lavoro, attraverso la somministrazione di un questionario di gradimento, l'uso delle schede di osservazione degli incontri, l'osservazione del loro movimento,le loro riflessioni posso affermare:
- Dai 16 iscritti iniziali il gruppo è cresciuto per alcuni mesi arrivando a 18 partecipanti, per poi rimanere nelle ultime settimane di corso in 9, a causa di alcune situazioni spiacevoli: 2 donne sono rimaste vedove, ci sono stati 3 ricoveri ospedalieri ed alcune persone sono partite per soggiorni climatici. Ho potuto proporre il questionario a 12 partecipanti.
- Gli obiettivi generali proposti nel progetto iniziale sono stati parzialmente raggiunti: il gruppo ha raggiunto la consapevolezza del proprio corpo nello spazio e del proprio movimento come espressione della propria persona e non solo come movimento di segmenti corporei; sono riusciti ad integrare la musica e il movimento, a comprendere che il movimento del corpo e il benessere sono legati al proprio Io, al Sé, alle emozioni, sensazioni….Non basta uno stato di benessere solamente fisico. Solo in particolari situazioni sono riuscita a fare emergere la creatività personale attraverso il movimento; prediligono in generale il lavoro a specchio.
- Il momento della rielaborazione verbale si è approfondito: esprimono più facilmente sensazioni, emozioni, ricordi, vissuti. In questi momenti sono emersi nuovi interessi e proposte.
Vorrei concludere con una valutazione su:
La Danza: il gruppo ha sentito l'esigenza di fare diventare Danza il proprio Movimento: "La Danza diverte;….Si torna bambini;….credevo di non sapere ballare…"; hanno proposto dei momenti di Danza con balli a loro vicini e con danze popolari, rituali. Per alcuni istanti hanno sentito la propria Danza creativa, epressiva.
La relazione: hanno messo in relazione il proprio corpo con il proprio Io ("Sto ascoltandomi"). Si sono create relazioni: "Non vedevo l'ora di stare bene per tornare dalle mie amiche" -P.M.), si interessano gli uni degli altri, si telefonano,…si scambiano opinioni,..
La terapia: emerge la visione da parte di qualcuno di venire al corso per sé: per il corpo, la mente, perché crea benessere a tutta la persona, non solo un benessere fisico. E' forse Terapeutico?
Il lavoro con persone di terza età è ricco di esperienze creative: il racconto della loro vita attraverso le parole e attraverso il movimento. E' il racconto di un corpo cambiato più rugoso, meno forte, ma ricco di esperienze di vita.
La Danzamovimentoterapia conduce l'individuo a ri-scoprire ed esprimere la propria storia corporea per poi arrivare ad esprimere se stesso. L'individuo si racconta attraverso le parole e poi scopre che il corpo aveva già espresso il mondo che sta dentro di noi attraverso il movimento, la danza.
Molte persone che entrano nella terza età cercano di comprendere se stesse in questa nuova fase della vita (H. Erikson), il loro ruolo sociale, affettivo, non guardano più solo ed esclusivamente al benessere fisico, allo stato di salute fisica (sebbene resti molto importante). La Danzamovimentoterapia coniuga la danza, il movimento fisico, muscolare,…e la ricerca dell'espressione di sé, del proprio Io reale: guarda a un benessere globale della persona. Forse proprio quello che la persona anziana cerca. Credo quindi che la DMT , come modalità specifica di trattamento possa quindi essere una possibilità di ricerca del benessere valida anche per la terza età. Occorre promuoverla in modo più specifico presso gli enti, le strutture, perché spesso quando si parla di anziani e di prevenzione si pensa alla farmacologia e alla medicina, ci si riferisce alla fisiologia e alla patologia e non si guarda al benessere globale della persona. La Danzamovimentoterapia prefiggendosi l'integrazione psicofisica e relazionale della persona, attraverso la danza, il processo creativo e il movimento, può essere una risposta alla ricerca del benessere e di una migliora qualità della vita per la persona anziana.

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Panza Laura

Progetto o Titolo dell'esperienza: Danzamovimentoterapia e gravidanza

Anno di inizio: 1996

Durata: 2 corsi settimanali per 7 incontri a ciclo continuo

Sede (pubblico, privato, convenzionato): ASL Città di Milano-Consultorio Familiare

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): preventivo e del benessere

Obiettivi generali del lavoro: obiettivo generale è supportare nella gravidanza
fisiologica, i cambiamenti successivi e gli adattamenti dell'immagine di sè e
dello schema corporeo e dare significato alla gravidanza come rito di passaggio

Obiettivi specifici: dare opportunità per l'integrazione del cambiamento
psico-fisico, sostenere l'autostima, accrescere la sicurezza, la consapevolezza
di sè e delle proprie capacità corporee, offrire strumenti di rielaborazione
dell'esperienza gravidanza

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): Donne in gravidanza fisiologica. Gruppi del corso di accompagnamento alla nascita, età fertile(nell'esperienza dai 18 ai 42 anni),
gruppi min.8-max.18 utenti

Metodologia utilizzata: DanzaMovimentoTerapia Integrata con Espressione
Primitiva

Breve descrizione dell'esperienza: Nei corsi di accompagnamento alla nascita,
oltre all'informazione e al supporto psicologico, il lavoro corporeo viene svolto dall'ostetrica con tecniche miste e in ogni seduta (Tot. 7 incontri per corso), viene dedicato un tempo per la sessione di DMT. I temi riguardano la percezione del corpo e della relazione tra le sue parti,la postura e la colonna, la percezione del bambino, l'apertura e la chiusura, il respiro e il dolore, la "grinta" per il parto, il ritmo contrazione-pausa del travaglio. Alla parte informativa del corso partecipano anche i futuri padri.

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Panza Laura

Progetto o Titolo dell'esperienza: DMT per la scoliosi idiopatica

Anno di inizio: 2003

Durata: 1 anno

Sede (pubblico, privato, convenzionato): privato

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): prevenzione secondaria

Obiettivi generali del lavoro: Consapevolezza del corpo, mobilizzazione simmetrica degli emisoma, supporto alla strutturazione psicologica e al riconoscimento

dell'immagine di sè

Obiettivi specifici: 1° supportare l'immagine di sè e della propria struttura in soggetti in crisi di passaggio e alla ricerca di una identità adulta 2°cercare e sperimentare la simmetria del movimento,la percezione della mobilità della colonna, l'esplorazione della libertà del bacino,l'apertura dello sterno e del cingolo scapolare

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): preadolescenti e adolescenti femmine da 11 a 16 anni,
N°5, seguite in fisioterapia con il metodo Bertelè-Meziéres

Metodologia utilizzata: DanzaMovimentoTerapia Integrata con Espressione
Primitiva

Breve descrizione dell'esperienza: Incontri settimanali di h.1,30 I temi trattati hanno avuto come contenuto sempre due aspetti, quello psicologico di rinforzo della identità e quello corporeo di rendere simmetrico il movimento e l'uso del corpo. Il monitoraggio continuo della fisioterapista ha permesso di verificare a fine corso un miglioramento della sicurezza di sè nell'uso del corpo e una esplicita verbalizzazione dei propri vissuti negativi dell'immagine di sè, problema che fino ad allora era stato negato

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Panza Laura

Progetto o Titolo dell'esperienza: Danza come terapia

Anno di inizio: 1993

Durata: in corso

Sede (pubblico, privato, convenzionato): Ass.LES- Ufficio Tempo Libero - Corsi per adulti

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): Tempo Libero

Obiettivi generali del lavoro: Aumentare la consapevolezza di sè e del proprio
corpo, cercare benessere e relax, offrire possibilità di riflessione su sè e
sulle proprie modalità relazionali, stimolare il piacere e l'energia fisica e
psichica

Obiettivi specifici: 1° Stimolare le persone a centrarsi su di sè e nella
relazione con il gruppo e di conseguenza con l'altro
2°Far nascere il piacere e la curiosità dell'esplorazione del movimento, della
propria creatività e fantasia, dell'accoglienza delle proprie emozioni
3°Accogliere la propria capacità ludica non in contrasto con la razionalità

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): Gruppo Tempo Libero per Adulti dai 25 ai 60 anni circa, N° min. 20 max. 25. (Alla verifica a posteriori, i gruppi sono sempre di cultura superiore o laurea)

Metodologia utilizzata: DanzaMovimentoTerapia Integrata con Espressione
Primitiva

Breve descrizione dell'esperienza: I gruppi hanno cadenza settimanale e durata
trimestrale per h.1,30. Oltre al corso base esiste anche il proseguimento,
alcune persone ripetono l'iscrizione per 2-3 anni.
Alcuni di essi hanno frequentato o stanno frequentando la scuola di formazione
DMT

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Panza Laura

Progetto o Titolo dell'esperienza: Trattamento individuale autismo

Anno di inizio: 1995

Durata: 7 anni

Sede (pubblico, privato, convenzionato): ASL Città di Milano-Servizio di Igiene Mentale dell'Età Evolutiva

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro: Strutturazione del sè, apertura di canali
comunicativi

Obiettivi specifici: Lavorare sull'individuazione e stabilire uno spazio
transizionale attraverso gli opposti sensuali con il ritmo, la
voce,l'alternanza, l'imitazione,la specularità,il contatto tonico, l'accogliere
e respingere.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): Bambino con autismo primario "a conchiglia", all'inizio del trattamento aveva 2 anni

Metodologia utilizzata: DanzaMovimentoTerapia Integrata con Espressione
Primitiva

Breve descrizione dell'esperienza: Il trattamento si è svolto per i primi 5 anni con tre sedute settimanali di 1h, negli ultimi anni con 2 sedute. Solo negli ultimi anni il bambino ha fatto qualche assenza per malattia, segnale prognostico molto incoraggiante. Molto dotato dal punto di vista intellettivo, motorio e del grafismo, ha iniziato a sviluppare dai 4 anni un linguaggio comunicativo, ha frequentato la scuola elementare con sostegno imparando a leggere e scrivere, instaurando anche momenti di relazione con i compagni e le insegnanti, le stereotipie si sono molto ridotte.

 

 

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Cognome e Nome socio Apid: Cianca Simonetta

Progetto o Titolo dell'esperienza: Oltre le parole Misurarsi con le dimensioni
dell'adolescenza

Anno di inizio: 2002

Durata: 2 anni

Sede (pubblico, privato, convenzionato): pubblico

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): preventivo/educativo

Obiettivi generali del lavoro: Percorsi creativi per adolescenti Incontrarsi,
comunicare creare e pensare con gli strumenti dell'arte e della danza\movimento
terapia

Obiettivi specifici: sensibilizzare sostenere e stimolare la capacità
espressivo\creativa del giovane adolescente e attraverso l'uso del processo
creativo; integrare i contenuti e vissuti emotivi facilitando un sostegno alla
prevenzione al disagio; offrire strumenti creativi utili per l'osservazione e
la comprensione dell'adolescente e dei gruppi di adolescente agli insegnanti ed
operatori dell'area giovani

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): studenti 15\17 anni e loro insegnanti

Metodologia utilizzata: tecniche utilizzate nell'ambito della danza\movimento
terapia e arteterapie

Breve descrizione dell'esperienza: l'iniziativa proposta con Art Therapy Italiana e finanziata dal consiglio regionale del Lazio con Simonetta Cianca come responsabile del progetto, si è svolta all'interno dell'orario scolastico in tre scuole superiori, si sono svolti laboratori espressivi creativi con tre gruppi classe suddivisi in sottogruppi, ciascun laboratorio comprendeva 12 ragazzi tra i 15 e 16 anni. in contemporanea gli insegnanti effettuavano seminari di aggiornamento sulle modalità dell'arte e della danzaterapia.
per questa esperienza è stato prodotto un video per i ragazzi

 

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Cognome e Nome socio Apid: Paola de Vera d'Aragona

Progetto o Titolo dell'esperienza: "DanzaMovimento Terapia e Sindrome Depressiva: un Progetto innovativo di integrazione a tecniche Clinico-Riabilitative classiche"

Anno di inizio: 1986

Durata: 1 anno

Sede (pubblico, privato, convenzionato): Struttura Sanitaria Privata Svizzera Convenzionata Ospedale Cantonale

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): Clinico-Riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro: Apertura di Canali di Comunicazione non tradizionali con i Pazienti
Miglioramento della capacità di Trasmissione delle Emozioni
Riappropriazione del Corpo attraverso la Danza ed il Movimento
Integrazione della DMT con altre Tecniche Riabilitative Classiche già in uso

Obiettivi specifici: Sviluppo delle Capacità Comunicative passando per il tramite del Corpo
Lavoro specifico sulle Emozioni e sul Corpo
Ripristino di un contatto gratificante col Corpo tramite il Lavoro Ritmico
Riscoperta delle potenzialità del Corpo
Riscoperta della Creatività attraverso un lavoro integrato di DanzaMovimento ed Arteterapia.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): N 10 utenti età 35-55.Tutti in trattamento farmacologico con farmaci antidepressivi

Metodologia utilizzata: DMT in Chiave Simbolica
1 DMT, 1 Medico Curante della Struttura, 2 Terapisti della Riabilitazione, 2 Infermieri
Strumenti di Verifica e Valutazione:
· Diari di Seduta
· Riunioni Mensili di Equipe
Sedute Individuali strutturate in 3 fasi: Preparazione, Fase Centrale , Verbalizzazione
Utilizzo della DMT in Chiave Simbolica integrata con altre Tecniche Espressive principalmente di Arteterapia (attività grafico-plastiche).
Conduzione Direttiva ma Partecipante

Breve descrizione dell'esperienza: Il lavoro si è caratterizzato per un alto livello di gradualità vista anche la qualità innovativa dell'esperienza.
Nella Prima Fase ci si è dedicati allo sviluppo delle Capacità Comunicative e si è utilizzata la Tecnica del Dialogo Motorio (Operatore/Paziente) in una pluralità di varianti.
Nella Seconda Fase c'è stato il recupero delle Emozioni e si è lavorato sulla localizzazione delle stesse nel Corpo
Contemporaneamente alla Prima ed alla Seconda Fase si sono curati la Percezione ed il Recupero della corporeità attraverso l'utilizzo di:
· Esperienza dell'Automassaggio Conoscitivo ed Integrato.
· Esercizi delle Vocali
· Utilizzo della Tecnica Gurdjeffiana degli Stop
· Lavori col Ritmo
· La Respirazione ed il Principio del Piacere
Tutta questa attività ha incluso anche l'uso del Disegno e del Lavoro con la Creta quali modalità espressive da integrare al Movimento ed alla Danza. Ne è risultata fortemente stimolata la Creatività del singolo.

 

 

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Paola de Vera d'Aragona

Progetto o Titolo dell'esperienza: "DanzaMovimento Terapia e Sindrome Depressiva: una sperimentazione innovativa di lavoro di Gruppo"

Anno di inizio: 1990

Durata: 1 anno

Sede (pubblico, privato, convenzionato): Struttura Sanitaria Privata Svizzera Convenzionata Ospedale Cantonale

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): Clinico-Riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro: Creazione della Realtà Gruppale con relativo superamento delle resistenze tipiche dell'Utenza in questione.
L'esperienza della Reciprocità e della Socializzazione
Sblocco sul versante Comunicativo e Relazionale
Sblocco sul versante Affettivo
Riconnessione al Corpo
Particolare attenzione alla Creatività

Obiettivi specifici: Uscita dei pazienti da una dimensione unicamente individuale e lavoro sull'appartenenza al Gruppo.
Ascolto dell'Altro attraverso Giochi Corporei di Relazione con lavoro a Diadi e Scambi di Ruolo.
Lavoro su Ritmo ed Emozioni che permettesse ai partecipanti di raggiungere un buono sblocco personale ed a livello di scambio affettivo.
Lavoro Corporeo improntato non solo all'attivazione stessa del Corpo ma anche all'esperire lo Spazio e la propria collocazione rispetto ad esso (lavoro sui diversi Piani dello Spazio, sulla Lateralizzazione,sullo Spazio Simbolico etc)
Favorire la dimensione creativa del Paziente sia sul Piano Motorio che attraverso l'Attività Grafico-Plastica.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): 8 pazienti
età:35-45 anni. Tutti in trattamento farmacologico con farmaci antidepressivi

Metodologia utilizzata: DMT in Chiave Simbolica
1 DMT, 1 Medico Curante della Struttura, 1 Psicoterapeuta, 1 Tirocinante della Facoltà di Medicina
Strumenti di Verifica e Valutazione:
· Diari di Seduta
· Riunioni Quindicinali dell'Equipe
Incontri di Gruppo strutturati in 4 fasi: Preparazione, Fase Centrale,Chiusura e Verbalizzazione
Conduzione del DMT, Direttiva, inizialmente partecipante

Breve descrizione dell'esperienza: La Prima Fase è stata dedicata alla Fondazione del Gruppo, operazione in cui si sono incontrate e risolte numerose resistenze da parte dei singoli.
L'aspetto Relazionale è stato portato avanti con intenso Lavoro a Diadi con Scambi di Ruolo (Attivo/Passivo, Maschile/Femminile) che consentisse di sperimentare e superare
· il senso dell'inadeguatezza
· la difficoltà a prendersi cura dell'Altro
· esperire il Polo Attivo e Passivo riconducendo tutto al corpo,
Per la Comunicazione con l'Altro si è ricorsi a
· lavoro di Pre-Contact
· lavoro sul Dialogo Motorio tra partecipanti
· forte investimento sul Gioco Motorio
In questa Fase si sono potuti rilevare dei progressi soprattutto a livello della relazione gruppale.
La riconnessione col corpo è stata fatta attraverso
· esercizi di energica Attivazione Corporea
· esercizi sul binomio Forza/Sforzo
· lavoro sugli Impulsi
· utilizzo degli Esercizi Corporei basati sulla Tecnica degli Opposti
· lavoro mirato sui vari Piani dello Spazio e sulla Lateralizzazione
I vissuti rispetto a questo tipo di lavoro hanno rivelato rilevanti miglioramenti a livello dell'Autopercezione.
Grande spazio è stato dato alla Creatività corporea attraverso l'Improvvisazione ed alla Creatività in senso lato con l'utilizzo creativo dei Materiali.

 

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Paola de Vera d'Aragona

Progetto o Titolo dell'esperienza: "DanzaMovimento Terapia e Pazienti Mastectomizzate: un progetto pilota di Riabilitazione"

Anno di inizio: 1991

Durata: 2 anno

Sede (pubblico, privato, convenzionato): Privato, Convenzionato con Struttura Ospedaliera

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): Riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro: Fondazione del Gruppo
Lavoro sullo Schema Corporeo
Sblocco dell'Immagine Corporea
Lavoro sul Piacere del Corpo
Condivisione Corporea con l'Altro
Stimolazione della Creatività del Singolo e del Gruppo nel suo insieme

Obiettivi specifici: La creazione del Gruppo e della realtà gruppale come momento fondante del lavoro di DMT.
Lavoro sullo Schema Corporeo e sulla Immagine Corporea, fondamentali per Pazienti mastectomizzate.
Ritrovamento del Piacere del Corpo, necessario per il recupero di un'integrità corporea compromessa dall'intervento,
Stimolazione della Creatività a livello individuale e di Gruppo per un recupero globale della propria persona.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): N. 14 utenti
30-55 anni

Metodologia utilizzata: DMT in Chiave Simbolica
1 DMT, 1 ArteTerapeuta, 1Oncologo, 1 Psicoterapeuta, 1 Terapista della Riabilitazione
Strumenti di verifica e Valutazione:
· Diari di Seduta
· Videoregistrazioni
· Riunione Mensile di Equipe
· Utilizzo della prima bozza della Scheda di Lettura del Corpo e del Movimento DIADE
Sedute di gruppo strutturate in 4 fasi: Preparazione o Rituale di gruppo, Fase Centrale, Rituale di Chiusura, Verbalizzazione
Utilizzo della DMT in Chiave Simbolica integrata con ArteTerapia
Conduzione Direttiva inizialmente, poi Semi-Direttiva

Breve descrizione dell'esperienza: In una Prima Fase si è fatto un Lavoro molto puntuale ed approfondito sulla fondazione del Gruppo e sono emerse non poche resistenze.
Poi si è lavorato sullo Schema Corporeo attraverso
· Lavoro sui Confini
· Lavoro di Automassaggio Integrato che ha presentato non poche resistenze su cui si è dovuto lavorare a lungo.
Si è poi passati al Lavoro sull'Immagine Corporea realizzato attraverso
· Esercizi del Rispecchiamento
· Utilizzo del Disegno
Nella Seconda fase si è lavorato sul recupero della sensazione di Integrità del Corpo, attraverso un lavoro articolato sugli Impulsi e sugli Appoggi
Il Piacere del Corpo è stato stimolato attraverso un lavoro integrato di Ritmo e di Danza Creativa: questa attività specifica è stata molto ben accolta.
La Condivisione con l'Altro è stata inizialmente tutta incentrata sul Corpo e sul
Movimento e solo dopo sul piano Verbale.
La Creatività si è rivelata il momento di integrazione di tutto il lavoro svolto.

 

 

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Paola de Vera d'Aragona

Progetto o Titolo dell'esperienza: "DanzaMovimento Terapia e Psichiatria in Casa-Famiglia"

Anno di inizio: 1994

Durata: 1 anno

Sede (pubblico, privato, convenzionato): Privato

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): Educativo-Riabilitativo

Obiettivi generali del lavoro: Graduale integrazione del lavoro di DMT con le altre attività della Casa-Famiglia
Riordino e Riorganizzazione delle Esperienze con riappropriazione del linguaggio corporeo, sonoro-ritmico e grafico
Passaggio dalla Frammentarietà alla Unità
Sviluppo di un livello minimale di Autonomia Critica
Innalzamento del livello di Socializzazione e sviluppo delle Capacità Comunicative
Recupero delle possibilità di muoversi in modo più armonico
Preparazione di un Laboratorio-Spettacolo.

Obiettivi specifici: Integrazione del Setting di DMT nella vita quotidiana della Casa Famiglia
Esercizi Corporei per passare dal vissuto di Frammentarietà a quello di Unità
Livelli minimali di Autonomia Critica rispetto al Setting sviluppata attraverso attività ludiche specifiche
Giochi Corporei e Motori per innalzare il livello di Socializzazione
Recupero della possibilità di muoversi in modo più armonico attraverso la Danza
La Preparazione del Laboratorio-Spettacolo è stata condotta facendo partecipare, ove possibile, gli utenti anche alla fase di progettazione dello Spettacolo.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): 8 utenti psichiatrici adulti

Metodologia utilizzata: DMT in Chiave Simbolica
1 DMT, 1 Tirocinante Psicoterapeuta, 1 Educatore, il Responsabile della Struttura.
Coordinamento con l'Educatore in carico di un Laboratorio di Artigianato (quindicinale) per preparare una reintegrazione sociale del paziente psichico
Strumenti di Verifica e Valutazione:
· Diari di Seduta
· Videoregistrazione
· Incontro Mensile con lo Psichiatra in carico della Comunità
Sedute di Gruppo con Setting rigoroso e Conduzione Direttiva e Partecipante
Le Sedute si articolavano in 4 fasi: un Rituale d'Inizio, una Fase Centrale, un Rituale di Chiusura, la preparazione di un Laboratorio-Spettacolo

Breve descrizione dell'esperienza: La Prima Fase del Progetto è stata fortemente sperimentale improntata all'integrazione dell'Incontro di DMT nella vita della Casa Famiglia. L'atteggiamento da parte della DMT è stato di accoglienza ed ascolto dei bisogni anche inespressi:l'osservazione e l'analisi di tali bisogni è stata condivisa con il resto dell'Equipe.
Il turn-over, agli inizi è stato presente ma poi la situazione si è stabilizzata.
Nella Seconda Fase si è passati al Lavoro Corporeo mantenendo, non senza difficoltà, un Setting rigoroso: in questa Fase il Gioco ha avuto esiti apprezzabili
Il Laboratorio Spettacolo è stato fortemente voluto sia dai Responsabili della Casa-Famiglia sia dagli Utenti: la sua Preparazione ha occupato quasi interamente la Terza Fase.
Tale Preparazione è stata articolata e complessa ma la riuscita è stata di discreto livello tenendo presente che l'attenzione è stata posta maggiormente sul processo che sul risultato.
I partecipanti al Gruppo vi hanno partecipato tutti malgrado nella preparazione vi fossero state, a tratti, delle defezioni.

 

 

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Paola de Vera d'Aragona

Progetto o Titolo dell'esperienza: "DMT e Pazienti Psicosomatici: il tema del Controllo ed il suo superamento attraverso il lavoro di Gruppo"

Anno di inizio: 1998

Durata: 1 anno

Sede (pubblico, privato, convenzionato): Privato

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): Clinico

Obiettivi generali del lavoro: Fondazione del Gruppo
Ri-educazione dei Pazienti Psicosomatici al proprio Corpo ed a vivere le Emozioni (altrimenti iper-controllate) in modo armonico.
Il Setting Gruppale come spazio in cui incontrare l'Altro non secondo le regole rigide dell'Io ma assecondando il corpo ed i suoi vissuti
La dimensione rituale, tipica dei Setting di DMT, per riportare i partecipanti alla loro realtà corporea senza stimolare un eccesso di difese da parte dell'Io.

Obiettivi specifici: Il Gruppo, eterogeneo per Disturbi Psicosomatici, deve essere fondato con molto rigore.
Cura particolare del concetto di gruppalità a scapito del concetto di individualità così presente in questa Utenza.
Tentativo di "rintracciare"le Emozioni nel Corpo evitando le Verbalizzazioni ed integrando, a livello di canali espressivi, il Disegno e l'Attività Plastica.
L'aspetto Relazionale da approfondire attraverso la Pratica del Dialogo Motorio in tutte le sue varianti comunque favorendo sempre una Comunicazione Corporea e Non Verbale.
La Dimensione Rituale come possibilità di riattivare energie sepolte in un corpo sempre "raccontato" ma mai veramente percepito

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): 10 pazienti psicosomatici (3 cefalalgici, 2 colitici, 2 affetti da cervicalgie ricorrenti, 2 insonni gravi, 1 soggetto fortemente allergico). 28-50 anni

Metodologia utilizzata: DMT in Chiave Simbolica
1 DMT ,1 Medico Psicosomatista,2 Psicologhe Tirocinanti
Strumenti di verifica e valutazione:
· Diari di Seduta
· Incontri tra gli operatori
· Utilizzo della Scheda DIADE per la lettura del Corpo e del Movimento

 

Sedute di Gruppo, una volta alla settimana della durata di 1H.30
Tipo di Conduzione Semidirettiva e Non Partecipante.
Follow-up di circa 2 anni

Breve descrizione dell'esperienza: La Prima Fase è stata di Fondazione del Gruppo utilizzando la Dimensione Rituale soprattutto ad Inizio e Conclusione di Seduta.
L' uscita dalla Dimensione Individuale per entrare in quella Collettiva/Gruppale ha fatto emergere non poche resistenze.
La Seconda Fase è stata basata essenzialmente sul lavoro su Corpo ed Emozioni favorendo la Relazione duale attraverso lavori in Diade con scambio di Ruolo.
In questa Fase, la mole di lavoro corporeo svolto è stata notevole: si è lavorato molto, tra l'altro, con la Tecnica degli Opposti e con la Respirazione,
E' stata fortemente stimolata la Creatività Corporea attraverso l'Improvvisazione Guidata e poi Libera: a questo punto sono state introdotte altre modalità espressive quali l'Attività Grafica e Plastica.
In una Terza Fase si è ridato spazio al Verbale attraverso la Fiaba Danzata Individuale e Collettiva: questo lavoro sull'Ombra e sull'AntiEroe, integrato con la Danza, ha dato risultati molto interessanti.

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Paola de Vera d'Aragona

Progetto o Titolo dell'esperienza: "DMT e Obesità: microgruppo omogeneo per patologia. Ricerca di strategie comuni contro il Sovrappeso"

Anno di inizio: 2000

Durata: 1 anno

Sede (pubblico, privato, convenzionato): Privato

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): Clinico-Educativo

Obiettivi generali del lavoro: Creazione di una dimensione di Gruppo
Lavoro sullo Schema Corporeo ed Aggiornamento della Body Image
Lavoro di Autopercezione del Corpo e dimensione del Piacere del Corpo
Stimolazione della Dimensione Creativa a livello Individuale e Gruppale
Strategie anti-fame
La Dimensione Rituale

Obiettivi specifici: Fondazione del Gruppo attraverso la Dimensione Rituale e Ritmica
Il lavoro sullo Schema Corporeo da farsi principalmente attraverso Esercizi di Autopercezione e di Rispecchiamento.
Per contrastare la autodistruttività tipica di questi Pazienti si è ipotizzato di concentrarsi sui Giochi e sul Piacere in modo da ripristinare una relazione più gratificante col proprio corpo.
La Creatività da stimolare attraverso l'utilizzo di materiali diversi oltre che attraverso l'Improvvisazione Motoria.
Molto spazio da dedicare alle Strategie Anti-Fame ed alla ritualità del pasto ricorrendo anche a modalità tipiche dello Psicodramma.
Lavoro col Ritmo per scandire via via tutte le fasi sopraelencate.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): N. 6 utenti obese. Età 20-40

Metodologia utilizzata: DMT in Chiave Simbolica
1 DMT, 1 Medico Psicosomatista, 2 Psicologi Tirocinanti
Strumenti di verifica e Valutazione:
· Diari di Seduta
· Incontri tra i due operatori
· Utilizzo della Scheda DIADE per la lettura del Corpo e del Movimento
Sedute di Gruppo, una volta alla settimana della durata di 1H.30
Tipo di Conduzione Direttiva e Non Partecipante.
Follow-up di 2 anni

Breve descrizione dell'esperienza: La fondazione del Gruppo non è stata semplice perché vi era l'ostacolo di un modello pregresso di Gruppo di Auto-Aiuto tutto basato sulla Comunicazione Verbale.
La Prima Fase è stata caratterizzata da una grande quantità di Lavoro Corporeo e di Lavoro Ritmico.
Lo Schema Corporeo e la Body-Image sono stati trattati con lavoro di AutoPercezione e di Rispecchiamento cui ha fatto seguito un lavoro sull'Autostima e sul Non-Giudizio.
Nella Seconda Fase si è lavorato sul Piacere del corpo attraverso esperienze di Respirazione e lavori con i Materiali usati come oggetti transizionali,
E' stata stimolata sia la Creatività Motoria che la creatività in senso lato (utilizzo dell'attivita grafico-plastica)
Le Strategie Antifame hanno occupato tutta la Terza Fase e sono state "rappresentate" secondo la Metodologia dello Psicodramma.
Si è poi passati a "danzarle" utilizzando ritmi diversi: tutto il lavoro della Terza Fase
ha dato esiti molto interessanti a livello di calo di peso.

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Angela Vai

Progetto o Titolo dell'esperienza: "La narrazione del se'", Progetto per la promozione dell'agio scolastico e del successo formativo, interno al Piano dell'Offerta Formativa ordinaria.

Anno di inizio: 1999

Durata: biennale, rinnovato fino al 2005

Sede (pubblico, privato, convenzionato): pubblico, Scuole Elementari "Falcone e Borsellino" - "Gianni Rodari" del 2° Circolo Didattico di Pioltello (MI)

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): educativo-preventivo e sostegno in situazioni di disagio

Obiettivi generali del lavoro: permettere al bambino costruzioni di un sé strutturate, valorizzando quelle attitudini e abilità personali che solitamente non trovano spazio tra le competenze richieste dal curricolo scolastico; attitudini e abilità che possono aiutare il bambino a compensare carenze e a elaborare difficoltà, onde percepire che il contesto scolastico non le considera estranee ai propri compiti, ma, al contrario, se accolte, permetterebbero al bambino di sentirsi valorizzato, capace e realizzato nella scuola raggiungendo buoni livelli di autostima e di motivazioni alla riuscita

 

Obiettivi specifici:

- accompagnamento corporeo dei bambini e delle bambine nel passaggio dalla scuola materna alla scuola elementare, a partire dall'assunto che un buon inizio suscita amore per lo studio e aiuta a percepire il legame che esiste tra sviluppo intellettivo, emotivo e fisico, in base al principio che "Ad ogni fiore bisogna chiedere solo ciò che è conforme alla sua natura";
- dare continuità mediante l'esperienza integrata tra danza, emozioni, linguaggio verbale e scritto;
- fare pratica di relazioni corporee: io, gli altri, spazio personale e spazio collettivo, onde favorire il piacere del movimento relazionale dell'individuo nello spazio, inteso anche come spazio delle emozioni.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): 6/8 anni - alunni e alunne di 4 classi di prima e 4 classi di seconda elementare
totale utenti: 160 circa ogni anno

Metodologia utilizzata: danzamovimentoterapia secondo le modalità di Elena Cerruto e Maria Fux, mediante ascolto corporeo della musica in tutti i suoi elementi - parole madri e movimenti radice - limiti e possibilità del corpo - interessere tra il singolo e le altre cose dell'universo - interrelazione dei linguaggi non verbali e verbali - riferimenti alla tecnica di base della danzacontemporanea - gioco coreografico secondo i fondamenti della danza moderna e contemporanea - gruppo come sostegno reciproco e integrazione

Breve descrizione dell'esperienza: Il laboratorio di danzaterapia, "La narrazione del sé", rivolto a 4 classi di prima e a 4 classi di seconda elementare, ha coinvolto circa 160 bambini e 16 docenti, con 10 incontri di 2 ore per ogni classe ( totale 160 ore). Inserito nell'attività didattica ordinari, a cura del Piano di Orientamento Formativo, ha avuto durata biennale per ogni ciclo, rinnovato per quattro cicli
( 1 ciclo equivale ai primi due anni di scuola elementare )
L'attività del laboratorio di danzamovimentoterapia si è basata su:
- preparazione e cura del setting per suscitare nei bambini e nelle docenti il senso di "occasione speciale" del luogo di esperienza in dmt;
- accoglienza in cerchio nel silenzio e presentazione di sé con ritmo e danza;
- tecnica come preparazione e sostegno artistico all'esplorazione e alla creatività individuale e di gruppo;
- improvvisazione, con riferimento alle consegne date, nel senso di far uscire le qualità inventive che i bambini possiedono;
- relazione del corpo con lo spazio e del corpo vissuto come spazio in movimento;
- relazione con l'oggetto artistico;
- gruppo come ambito e sostegno all'integrazione reciproca dei singoli bambini;
- silenzio, pause;
- ascolto e osservazione reciproca;
- disegno come traduzione pittoricografica dei movimenti, delle vocali e delle parole danzate;
- condivisione verbale dei vissuti;
- breve confronto con le docenti e con la psicologa dell'età evolutiva a ogni fine incontro.

 

La cura dedicata alla preparazione del progetto ha consentito ai bambini di percepire che "andare in palestra a fare danzaterapia" aveva continuità con l'attività didattica svolta in classe. Da subito è diventata un'occasione da vivere con piacere, in un luogo affettivo dove scoprire le relazioni tra le diverse qualità e funzioni corporee, attraverso la ricerca dei movimenti necessari alla costruzione della forma del proprio essere e delle cose in divenire. Un'occasione da vivere con cura. Infatti, creare uno spazio adatto ai bambini è sempre importante: è uno spazio in cui crescere. Su questo insieme di significati affettivi e cognitivi si è svolto il percorso della narrazione del sé, accompagnato dalla relazione simbolica con gli elementi naturali: terra, acqua, fuoco, aria, spazio. L'esplorazione di ogni elemento ha consentito a ciascun bambino di scoprire diverse possibilità e qualità di movimento corporeo, oltre a quelli proposti dalla danzaterapeuta, che hanno inevitabilmente valenza emotiva, affettiva, cognitiva a livello individuale e di gruppo. La danza dei bambini e delle bambine è scaturita dal sentirsi accolti come ciascuno è. Tutti i bambini e le bambine hanno manifestato un discreto equilibrio emotivo tra espansività e riflessività, tra ascolto e richiesta di ascolto. Per i bambini che faticavano a relazionarsi sotto questi aspetti si è modificato di volta in volta la qualità di relazione insita nelle proposte, ma sempre nell'ottica di integrarli nel gruppo. Un principio della danzaterapia, infatti, è che la capacità di "essere insieme…" sia fondamentale per la crescita della personalità e per poter stare bene anche quando il bambino è da solo o è con se stesso in presenza degli adulti di riferimento.
Nella conduzione del laboratorio, l'approccio è stato di integrazione. Ho evitato di concentrare l'attenzione su singoli "casi", onde non accrescere la loro "diversità". Ma sono stati tenuti ben presenti, focalizzando la modalità di conduzione sulla loro affettività cognitiva per incoraggiarli a partecipare. Cosa che è avvenuta in modo molto coinvolgente. E' stato bello vedere il sorriso nel corpo di un bambino o di una bambina quando riusciva a percepirsi mentre agiva e a considerarne gli effetti benefici sulla fiducia in se stesso, sull'umore e sulle sue relazioni quotidiane. Verso metà percorso, presa confidenza con la danzaterapia, si è creata un'omogeneità di adesione che ha valorizzato le peculiarità di ciascun bambino e bambina. L'iniziale disorientamento spaziale e temporale, vale a dire dell'organizzazione dinamica del linguaggio corporeo con cui i bambini si raccontavano, si è dissolto man mano e, dal 7° incontro in poi, essi riuscivano a muoversi in modo armonioso in quasi tutte le direzioni dello spazio e dei suoi diversi livelli, oltre che a manifestare una miglior capacità di percezione temporale delle sequenze di danza. Inoltre, ascoltando il farsi sonoro e dinamico delle vocali e delle parole-madri danzate, bambini e bambine hanno incominciato a percepire l'analogia che c'è tra scrittura e corpo proprio in movimento. Hanno scoperto e apprezzato di poter fare cose belle, anche quando le cose belle richiedono impegno. Inoltre, hanno compreso che il silenzio e l'ascolto sono molto importanti per poter danzare con tutto il corpo, non solo con mani e piedi, da soli e insieme agli altri.
I materiali, semplici e d'uso quotidiano, sono stati un collegamento indispensabile per avviare la relazione, in quanto è necessario che vi sia un legame affettivo per motivare un qualsiasi movimento. Il passaggio alla strutturazione dei movimenti in una sequenza, proprio perché dare forma è dare regola, è stato proposto in modo flessibile e aperto, consentendo a tutti di partecipare. E' importante, infatti, che, chi ha difficoltà a darsi forma, senta l'utilità di cercare la strada personale per giungere ad essa. L'acquisizione della creatività individuale ha alimentato il gruppo. Il gruppo ha fatto da sostegno ai singoli individui, legittimandone anche le emozioni.
Sia nella fase direttiva e formale, sia nella fase creativa spontanea dei bambini, ho focalizzato l'attenzione su quattro elementi fondamentali nella formazione della personalità: l'io, gli altri, lo spazio personale e lo spazio comune. Infatti, se il momento formale ha evidenziato le reazioni spontanee e abituali, il lavoro creativo spontaneo è servito per lasciar emergere la capacità inventiva dei bambini. La maggior parte all'inizio ha creato qualcosa ricordando e assemblando ciò che aveva fatto nella fase imitativa; poi man mano ciascuno ha inventato qualcosa e tutti, man mano, sono diventati consapevoli di ricevere e di dare qualcosa di proprio nella modalità della danza. L'atmosfera di attenzione e di comunicazione reciproca è sorta naturalmente da questa scoperta. Nel 10° incontro, quando, senza l'intervento degli adulti, ogni classe ha danzato danze, scelte tra quelle sperimentate durante il percorso, l'impegno gioioso era evidente e altrettanto la loro soddisfazione per la riuscita. Essi hanno sempre atteso l'incontro, manifestando la loro contentezza di poter danzare.
Anche nel cerchio di condivisione verbale conclusivo, i bambini si sono espressi con convinzione sulle loro preferenze, hanno detto che sono stati bene e si sono divertiti, quasi tutti motivando le proprie affermazioni. Il saluto conclusivo è stato molto caloroso. Si è stabilito un contatto e aperta una possibilità per coltivarlo e per approfondirlo durante il percorso scolastico, facendo si che esso sia il più fertile e felice possibile.

 

Scheda Esperienze Applicative

Cognome e Nome socio Apid: Angela Vai

Progetto o Titolo dell'esperienza: "Dal seme al profumo" correlato al progetto di educazione ambientale "L'orto botanico: alcune piante officinali e loro usi"

Anno di inizio: 2000

Durata: 1 anno scolastico ( 8 incontri per classe)

Sede (pubblico, privato, convenzionato): 2° Circolo Didattico Scuole Elementari "Falcone e Borsellino" di Pioltello (MI) e Assessorato alla Tutela del Territorio Settore Ecologia del Comune di Pioltello(MI)

Ambito (preventivo, riabilitativo, clinico, educativo, etc): educativo e sperimentale

Obiettivi generali del lavoro: Ai bambini, in analogia col processo di crescita delle piante officinali e della loro trasformazione in oli essenziali, è stato proposto un percorso simbolico e affettivo del corpo, che va dal seme al profumo, basato sulla crescita e sulla trasformazione, allo scopo di curare l'educazione ambientale a partire da un felice uso del proprio corpo

Obiettivi specifici:

- favorire la molteplicità espressiva del gusto estetico nei bambini, attraverso esperienze che
coinvolgano tutto il corpo: elaborare con movimenti individuali e di gruppo gli elementi naturali
e culturali sperimentati;
- preparazione dell'orto botanico nel cortile della scuola;
- coltivare la fiducia e la sicurezza, offrendo occasioni di comunicazione allargata e diversificata,
che non separino, ma, al contrario, integrino natura e cultura;
- alleviare i bambini dalla noia e dalla malinconia che scaturisce dall'obbligo di circoscrivere il
vissuto quotidiano ai soli spazi chiusi e artificiali.
- sviluppare consapevolezza e rispetto del nutrimento e della trasformazione dei cibi e del corpo.

Target a cui è rivolta (indicare fasce di età, tipologia utenti, numero): alunni/e di 2 classi di seconda elementare - totale 43 bambini/e - età 7/8 anni

Metodologia utilizzata: approccio integrato Maria Fux-Elena Cerruto, esemplificato dai cinque elementi naturali, dal chorten tibetano, dalle parole-madri, intesi come sorgente creativa che permette di creare insieme agli allievi-pazienti e di elaborare materiali attinenti alla situazione, mediante un utilizzo sensibile di queste unità di movimento come le radici da cui cresceranno le piante officinali, simboli della crescita e della trasformazione - osservazione, ascolto, contatto - tecnica e improvvisazione di movimento - dinamica fluida e continuativa nella relazione tra individuo e gruppo - relazione con l'oggetto artistico secondo le fasi di avvicinamento-contatto-distacco

Breve descrizione dell'esperienza: Il laboratorio " Dal seme al profumo", ha riguardato 2 classi di seconda elementare, per un totale di 8 incontri di 2 ore cadauno, coinvolgendo 45 bambini e 4 insegnanti. L'orto botanico è diventato un luogo didattico affettivo dove seminare e coltivare piante officinali, scoprire le magiche relazioni tra le piante e il corpo umano, ricercare i movimenti necessari alla costruzione della forma del proprio essere e delle cose in reciproca trasformazione.
Il primo incontro è stato di avvicinamento, contatto e preparazione danzata della terra scelta per fare l'orto, che sarebbe stata zappata nei giorni successivi, dove ciascun bambino ha esplorato le proprie possibilità di movimento guidato e improvvisato.
Nella prima fase, intorno al quadrato di terra, sul prato, ai bambini è piaciuto ascoltare il ritmo del loro cuore e del loro respiro. Si sono divertiti a preparare la terra per la semina, imparando e danzando i movimenti della danza del sole che dà energia alla terra formata dal movimento del cuore e del respiro di tutti. Infine, la terra zappata, rivoltata e concimata per darle energia e nutrimento, suddivisa in quattro rettangoli e seminata, è poi stata salutata con vigore e con allegria in una danza ritmica. Nella seconda fase i bambini sono diventati un seme di cui hanno cercato i movimenti a terra: ciascuno ha scelto quello che sarebbe diventata la propria pianta officinale. Il seme è piccolo e chiuso, al buio sotto terra, sembra immobile, e invece si muove. I semi sognano di muoversi dappertutto, poi qualcuno li prende, li mette nel pugno di una mano e li getta nel solco di terra per seminarli. Prima individualmente, poi a piccoli gruppi, i bambini inventano una danza del seme che hanno scelto, seguendo le diverse fasi già sperimentate individualmente. L'ascolto corporeo della musica si è dimostrato più difficile dell'ascolto del silenzio. In una classe delle due classi, i maschi non volevano danzare con e vicino alle femmine. Come ho potuto poi verificare in seguito, accadeva che nella danza libera il contatto fisico dei maschi fosse impetuoso e persino aggressivo, comunque non inibito; ma appena davo una consegna di contatto fine, si intimidivano e tendevano a evitarlo; le bambine anche, ma per un motivo diverso: non volevano confondersi con i loro coetanei considerati "goffi". In questi frangenti, ho sempre trasformato la consegna in gioco che si diffonde nello spazio, che fluisce, per rendere fluidi e aleatori i ruoli.
Dall'incontro della terra con l'acqua il seme mette radici: questa scoperta ha riempito i bambini di meraviglia. L'esplorazione e la ricerca del movimento delle radici a terra si è manifestata con grande difficoltà a muoversi con tutto il corpo; anche nella ricerca di contatto per fare la rete di radici tendevano a cercarsi velocemente, con i corpi chiusi, la testa sollevata per guardarsi in faccia. Non si abbandonavano alla musica, che ho tolto, proponendo di ripetere l'esperienza con l'elastico per far sentire l'allungamento lento: alcuni bambini lo hanno ridotto a brandelli e sfilacciato tutto. Alla danza con l'elastico hanno partecipato anche due maestre, con ciò favorendo un coinvolgimento più profondo dei bambini e un atteggiamento di rispetto tenero per l'oggetto. La suddivisione a piccoli gruppi insieme alle consegne "tecniche" per relazionarmi alla distrazione del gruppo grande e per contenere i maschi, che influivano in modo eccessivo sull'andamento del laboratorio, ha favorito la concentrazione e il piacere di osservarsi con reciprocità. Si sono coinvolti intensamente nella formazione del nucleo di radici che si cercano, si trovano, si uniscono e si parlano solo con il loro respiro. In una delle due classi, durante il cerchio, una delle due maestre che avevano danzato con l'elastico, ci ha detto di sentirsi commossa, annunciandoci di essere incinta: allora abbiamo danzato per il bambino che si sta formando in lei come una pianticella appena seminata nella terra. I bambini erano felici e la maestra anche. E' stato un momento molto intenso. Ad ogni fine incontro ho proposto alcuni minuti di meditazione: ai bambini piaceva stare seduti con le gambe incrociate e le mani nella posizione della "O" e non pensare a nulla.
Dall'incontro di terra e acqua con l'aria le radici si trasformano in stelo o in tronco: intorno all'orto, dove stavano spuntando i primi puntini verdi, ho proposto movimenti di crescita, chiedendo ai bambini che prestassero attenzione ai loro vicini; ma hanno incontrato molte difficoltà a orientarsi e a muoversi. Solamente una bambina albanese si è riconosciuta nei movimenti e li ha ripetuti più volte. Allo stesso modo, quando ho proposto, nel silenzio, di camminare e di trovarsi un posto a occhi chiusi nello spazio affinché si concentrassero per ascoltarsi meglio e per percepire quando si avvicinavano a qualcuno, è stata una bambina indiana a esprimersi con molta naturalezza. Alternavo ogni volta un momento calmo e silenzioso con un momento catartico di movimento, che si concludeva con una pausa di riposo a terra. Durante una di queste pause, un bambino, che vive una situazione molto difficile in famiglia ed era molto irrequieto, si è addormentato. La sua irrequietezza era una grande stanchezza. Non l'ho svegliato, ma ho preso spunto dalla situazione per proporre la danza dello stelo e/o del tronco che cresce nel silenzio. Durante questa danza, il bambino addormentato si è svegliato ed è rimasto ad osservare i compagni di classe che danzando la parola "crescere" con estrema lentezza lo accoglievano all'interno del gruppo.
Durante il cerchio, tutti hanno dichiarato di aver scelto il tronco, anziché lo stelo, perché è grande, è un rifugio, sembra un abbraccio rotondo, è forte e tiene su i rami e le foglie e i frutti… e si può scavare per fare nidi e nascondigli. Abbiamo parlato anche delle difficoltà incontrate nella danza: i bambini hanno chiesto di danzare con ritmo veloce e forte. Le bambine, invece, di danzare come melodia che muove tutto il corpo. Di conseguenza, il gruppo delle bambine ha fatto da specchio ai bambini e viceversa, con attenzione e rispetto per le scelte diverse dell'altro gruppo. In questa fase del laboratorio, proprio per le difficoltà emerse, ho sentito che stavano entrando di più nel lavoro danzaterapeutico con piacere e ascolto di sé.
Rami e germogli spuntano. Giornata di pioggia, l'incontro si è svolto per intero in palestra, dove ho fatto sperimentare ai bambini la differenza di movimento nel rumore e nel silenzio, la differenza tra ritmo secco e ritmo legato, dopo averli lasciati rotolare e saltare liberamente per farli scaricare dopo tante ore di banco. Si sono coinvolti pienamente con tutto il corpo e in reciproca relazione. Dopo la pausa a terra per calmare il respiro, ecco nascere la danza delle diverse foglie con il movimento del distacco dal ramo, con i volteggi nell'aria e la caduta e la risalita. Sono stati tutti bellissime foglie!
Per dare modo di osservarsi a vicenda, ho chiesto di formare due gruppi di foglie e ancora una volta maschi e femmine si sono separati: danza delle foglie d'uva per le bambine: leggerezza e libertà nel vento; danza delle foglie di quercia i bambini: il vento vuole staccarle ma non ci riesce ( si è creato il movimento di tante foglie di un unico albero). Due splendide coreografie.
In una delle due classi, la piccola sequenza di movimenti è stata condotta da M., una bambina considerata a rischio di autismo, la quale si è sempre dimostrata capace di cogliere i messaggi e di trasmetterli. In questa classe ho utilizzato piccoli momenti di tecnica come base per la coesione del gruppo e come modalità di integrazione nel gruppo di singoli bambini, considerati problematici e "strani" dai loro stessi compagni di classe.
Fiori e profumi. Stanno spuntando le piante di menta e rosmarino. Sono fioriti i primi narcisi gialli e bianchi. Una piccola sequenza di danza strutturata per salutare i fiori nati, li ha coinvolti e divertiti. Erano contenti di riuscire a compiere i movimenti. Ho fatto odorare alcuni essenziali: solo un bambino ha riconosciuto il rosmarino ("mia mamma lo mette nell'arrosto"). Nella seconda fase dell'incontro, ciascuno ha creato liberamente la danza del fiore profumato preferito con carte crespe colorate. Fiori vivacissimi che neppure verso sera richiudevano i suoi petali e si riposavano! Ma, infine, anche per loro è giunto il bisogno di riposare e hanno preso "la forma che gli diamo per farsi regalare a chi vogliamo bene."
M., la bambina a rischio di autismo, si lasciava andare alla danza e cercava il contatto con tutti.. Quando una compagna le ha detto "cosa" e "come" doveva fare i movimenti, si è richiusa, ritornando ai margini del gruppo. Per coinvolgerla di nuovo le ho proposto di danzare il suo fiore dando la schiena ai compagni e a questi di ripeterlo cercando di indovinare il filo dei suoi movimenti: l'esperienza ha coinvolto i bambini, i quali hanno chiesto di fare altrettanto. Dare la schiena ha sollevato M. dal dover guardare e farsi guardare viso a viso dai compagni di classe e ha messo costoro nella condizione di stare attenti per poter seguire lo sviluppo dei movimenti. I bambini si sono abbandonati al movimento e hanno riso molto senza smettere di danzare i fiori e i profumi. Molti bambini con occhi splendenti hanno detto di voler regalare il proprio fiore a qualcuno, ma di avere un segreto, che nel cerchio di condivisione è stato rispettato.
Dal fiore al frutto al bruco al seme...: il ciclo della vita. Intorno all'orto, propongo movimenti di contatto alla luce e in cerchio, per riscaldarsi. La temperatura è bassa, nei giorni precedenti è piovuto molto. E' sempre un percorso difficile formare il cerchio: c'è chi viene troppo avanti, chi ne rimane escluso, stretto tra due compagni più assertivi, ma è una forma che piace. Quando alla luce subentra il buio, i movimenti (occhi chiusi e bendati) creano il silenzio vivente necessario per ascoltare il proprio corpo in relazione al corpo degli altri e alla presenza dei fiori. Sono movimenti dei fiori da cui nascono frutti biricchini, che si lasciano cullare dal vento, beccare dagli uccelli e dagli insetti, raccogliere e mangiare dai bambini e, infine, si staccano da sé dai rami e rotolano per terra fino a fermarsi e a riunirsi a mucchio o vengono raccolti e messi nelle cassette, portando nell'aria il loro profumo e in bocca i loro sapori…. Scaldata l'acqua, abbiamo preparato e bevuto insieme il thè ai frutti di bosco per il saluto del distacco.
Il laboratorio prevedeva anche un saggio al pubblico in sala consigliare. Durante le prove, i bambini erano piuttosto provocatori e aggressivi per la paura di esibirsi, mentre le bambine erano molto orgogliose di danzare davanti a genitori e autorità. Nel clima convulso, come sempre accade quando si prepara uno spettacolo, ho presentato il saggio come un saluto a conclusione dei nostri incontri, quindi come una forma ritualizzata di distacco, conclusasi con la danza dell'albero e con la preparazione e la bevuta del thè intorno all'orto botanico in fiore. Danzaterapia è stato un ponte tra il lavoro del contadino ( alcuni nonni dei bambini ) e il lavoro dell'erborista, insieme alle docenti di classe.
Ho cercato di lavorare sull'integrazione, a volte accentuando l'importanza dei singoli bambini esclusi dai compagni o con difficoltà comunicative. Inoltre, ho strutturato gli incontri su alcuni momenti rituali per facilitare coesione, contenimento e trasmettere un senso di continuità all'esperienza dei bambini, oltre che di sostanzialità del gruppo.
Vorrei ricordare la profonda influenza dello spazio all'aperto nel coinvolgimento e nell'immedesimazione dei bambini che danzavano con i processi di trasformazione e di crescita delle piante officinali e di loro stessi, man mano che l'orto procedeva insieme all'esperienza di danzamovimentoterapia.
Questo laboratorio è stato premiato per la sua qualità didattica e pedagogica.

 

 

Per ulteriori informazioni

scrivici: comunicazione@apid.it

 

 

 

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