LABAN 2018 INTERNATIONAL CONFERENCE

 

REPORT

A cura di Anna Lagomaggiore

Danzamovimentoterapeuta APID, Psicologa, Analista del Movimento Certificata (CMA)

New York è una città sconvolgente, bellissima ed inquietante allo stesso tempo per grandiosità e contraddizioni, per le intense risonanze che certe polarità di visione e pensiero –  condensate anche in una certa architettura post 11 settembre – muovono dentro.  Una metropoli comunque sempre sorprendente, incredibilmente ricca di stimoli, possibilità di incontri, scambi, nuove esperienze. Incroci viandanti tra dimensioni multiformi, realizzazioni estreme svettanti nell’infinito, diagonali incise lucide di nuovi paesaggi e abissi verticali tra giochi d’acqua e buchi, calamitanti un passato recente.

Andare alla Conferenza Internazionale per il  Quarantesimo Anniversario della nascita del LIMS (Laban/Bartenieff Instistute Movement Studies)  dal 31 maggio al 2 giugno scorso e presentare “Dance Movement Therapy and Learning Disorders: a pilot study based on LMA and Bartenieff Studies”, il grosso lavoro del Gruppo studio APID Età Evolutiva e Disturbi dell’Apprendimento di cui Marina Massa ed io siamo coordinatrici, è stata senza ombra di dubbio una grande emozione: come tornare alle radici, al cuore di una della specificità fondamentali della Danzamovimentoterapia (DMT) da noi praticata; andare dritta nella fucina dove tanto ha avuto origine e continua a prendere forma nelle sue diverse declinazioni. IL LIMS, l’Istituto riconosciuto a livello mondiale per lo sviluppo e lo studio dei principi dell’Analisi del Movimento formulata da Rudolf Laban è stato fondato nel 1978 da Irmgard Bartenieff, allieva di Laban; si è da sempre proposto di insegnare, diffondere, proteggere i frutti cosi originali e preziosi degli studi di Rudolf Laban e di coloro che hanno poi continuato a sviluppare il suo lavoro che sempre rimane una creatura viva, attuale e “in movimento”. Il LIMS, con il suo Programma di Formazione, ha certificato più di 1000 CMA (Certified Movement Analyst) oggi professionisti in tutto il mondo.

Proprio questi professionisti (CMA) sono arrivati a New York da ogni dove per onorare – durante le giornate per il quarantesimo anniversario del LIMS – il lavoro di Laban e Bartenieff, i fondatori del LIMS e le figure storiche (Peggy Hackney, Bonnie Bainbridge Cohen, Martha Davis, Ellen Goldman, Forrestine Paulay) che hanno fatto sì che questo Istituto potesse mettere radici e diffondere il suo spirito ed i suoi insegnamenti nel mondo.

Il Programma della conferenza è stato denso, fitto di eventi, presentazioni, laboratori che hanno potuto restituire un quadro a 360 gradi dei diversi sviluppi e delle molteplici applicazioni attraverso cui la Laban/Bartenieff Movement Analisis si è articolata nel corso del tempo nei più disparati settori: dalla danza, alla danza educativa, dalla musica, al canto, dal teatro alle terapie somatiche e di movimento, dalla danzamovimentoterapia, alla psicologia, fino alla robotica e al mondo del businnes.

La Conferenza è iniziata il giovedi pomeriggio 31 maggio all’Hunter College a Midtown con il benvenuto dell’organizzatrice Regina Miranda e della presidente del LIMS Karen Bradley e con emozionanti tributi in memoria di Irmgard Bartenieff: video storici che hanno messo in risalto l’originalità e le doti espressive di Irmgard, la sua sensibilità nel modulare il movimento per incontrare l’altro, la sua capacità a motivare nelle persone il desiderio di addentrarsi nel processo creativo di scoperta trasformativa attraverso l’”embodiment” ed il movimento.

Successivamente nel teatro della scuola si sono susseguite rappresentazioni teatrali e di danza ispirati ai cori di movimento di Laban: occasioni per illustrare dal vivo attraverso improvvisazioni e coreografie i diversi modi di essere e di essere nelle relazioni, differenti atmosfere, stili espressivi, qualità, forme corporee e armonie spaziali.

Venerdi alle 9 sono iniziate le relazioni, i laboratori, i panel che sono continuati fino al sabato sera.

Molte le applicazioni nella danza (dalla danza contemporanea occidentale alla danza indiana) e nella danza educativa nelle scuole primarie, l’utilizzo del LMA per gli attori di teatro, applicazioni nella pedagogia del balletto per esplorare il potenziale tecnico ma anche espressivo. Applicazioni nel canto e in ambito musicale centrate su come le connessioni corporee possono essere di supporto ai sottili movimenti interni necessari alla performance canora e musicale.

Fra i tanti laboratori e presentazioni ne citerò qui solo alcuni.

Venerdi mattina il laboratorio di Lorella Rapisarda “The Missing Pull”. Lorella, danzatrice, coreografa, insegnante di danza contemporanea e di movimento attraverso LMA e BF, ha messo in moto un vibrante viaggio, un processo creativo che ha portato i partecipanti ad esplorare diverse tipologie di movimento, modi di essere differenti prendendo spunto da quelli che Laban chiamava i “movimenti empatici” intesi come movimenti piu consapevoli e “freschi” differenti dai “movimenti automatici” guidati maggiormente da un’attitudine difensiva più rigida meno aperta al nuovo e meno autentica.

Subito dopo il laboratorio di Suzi Tortora “Ways of Seeing: An LMA/BF Dance/Movement Therapy Program”. Suzi, attraverso illustrazioni di brevi vignette cliniche, stralci di video, schede, e piccole esplorazioni pratiche, ha cercato di illustrare come lei abbia utilizzato i principi del LMA/BF per sviluppare il suo modo di “vedere” la relazione, in particolare all’interno della sua applicazione della Danzamovimentoterapia con i bambini, definendo cosi gli strumenti di lavoro che fanno parte del suo training d’insegnamento “Ways of Seeing”.

Sempre venerdi da ricordare anche il Laboratorio condotto da Peggy Hackney: “Touch for Repatterning Using: Irmgard’s Basics” all’interno del quale Peggy ripartendo dalle sue personali memorie di Irmgard ritorna alle origini del suo lavoro e agli sviluppi successivi da lei apportati.

 

Alla fine della giornata verso il tramonto a Washington Square c’è stato un suggestivo ritrovo “ECOPOETIC” con performances e poetici momenti danzanti nei diversi punti del parco collegati dai fili immaginari di un’unica mappa vibrante.

 

Il termine ecopoetic scelto per il titolo delle performances deriva dal Greco oikos che significa famiglia o casa e poetico da poiesis col significato di fare o creare. Un riferimento alla possibilità offerta dal fare cinestesico di proteggere e creare il proprio ambiente-casa con una modalità più naturale e rispettosa delll’organicità naturale dell’essere: performances dialoganti con l’ambiente e con i passanti in un’ottica di “ecological thinking”, di incontro, connessione itinerante attraverso il movimento; una ripresa dei Movement Choirs creati da R. Laban il quale era convinto che la struttura d’insieme e collaborativa dei cori soddisfacesse i bisogni centrali dell’umana società e del suo divenire: “sharing, relating and creating together” (condividere, relazionare e creare insieme).

Sabato 2 giugno alla mattina c’è stato tra le altre cose il Panel con Katya Bloom (autrice del libro tradotto in italiano da Astrolabio “Il sé nel corpo – movimento e psicoanalisi” che noi tutti conosciamo), Nancy Beardall, Jane Cathcart e Suzi Tortora dal titolo “When and How Do We use LMA in Dance/Movement Therapy Clinical Practice?”. In questo Panel ognuna di loro ha condiviso il proprio punto di vista su come LMA influenza la personale pratica clinica come professionisti nella Danzamovimentoterapia. Interessante in particolare la presentazione della Bloom che ha messo in evidenza come il LMA sia fondamentale con peculiarità differenti prima, durante e dopo il lavoro clinico con un paziente.

Successivamente c’è stato dalle 13 alle 14.30 lo Special Panel “1960s: Irmgard’Lasting Influence on her First Colleagues e Students” con le emozionanti e vivide testimonianze da parte delle figure storiche del LIMS: Bonnie B. Cohen, Martha Davis, Ellen Goldman, Pegghy Hackney e Forrestine Paulay .

Subito dopo, nella stessa aula, il Panel: LMA/BF and Movement Therapies all’interno del quale si sono susseguiti quattro presentazioni: “DMT and Learning Disorders: a Pilot Study Based on LMA and Bartenieff Studies” preparata da Marina Massa e me come coordinatrici del Gruppo Studio, la presentazione della collega spagnola Elisabet Marcos Furones “Hyperactivity Analyzed Through Movement: Finding the Underlying Patterns for Concentration in ADHD” sulla sua esperienza come Dmt con i bambini ADHD nel tentativo di individuarne i pattern caratteristici di movimento e la presentazione “A Developmental Movement Approach to Trauma Resiliency” di Rachelle Tsachor terapista somatica, fondatrice del Programma del LIMS in Israele che ha illustrato il suo approccio attraverso LMA/BF al trauma e alla resilienza mettendo in evidenza come il ritornare al corpo “the most basic locus of empowerment” e all’esperienza corporea attraverso il movimento sia una concreta e valida risorsa per ricreare un senso di sicurezza e senso di controllo nelle persone che hanno subito gravi traumi.

Per ultimo la presentazione di Whitley Jennifer “Expression of the Dying Trace-form Between patient and Dance/movement Therapist” con una originale analisi dell’ultimo video di David Bowie e un parallelo con gli stadi di movimento che attraversano i malati terminali prima del trascendersi nel “non conosciuto”. La presentazione mia e della collega Marina Massa ha illustrato l’itinerario dello Studio Pilota realizzato dal Gruppo Studio Età Evolutiva e disturbi dell’apprendimento costituito dalle colleghe APID (M.Battarra, F.Bergamini, F.Bucciero, S.Cagliani, R.Cirrincione, C.D’Amato, G.Fanara, A.Fossa, L.Le Piane, P.Pellegrino, M.Re, M.Petani, F.Rey, E.Serpe, A.Zanolli). La presentazione ha voluto mettere in evidenza le possibili connessioni tra la sfera espressiva corporea/motoria e le problematiche della sfera dell’apprendimento cognitivo. Come dunque LMA/BF siano stati strumenti fondamentali per studiare queste correlazioni, per realizzare lo studio, definirne i parametri di osservazione, il protocollo d’intervento, analizzare e confrontare statisticamente i cambiamenti ed i miglioramenti nei bambini osservati, estrarre dati quantitativi, illustrare i risultati della ricerca.

Le giornate si sono concluse sabato con la cena di galà finale ed una serata conviviale all’interno della quale sono stati consegnati riconoscimenti e gli awards alle figure storiche del Lims tra cui Peggy Hackney che tutti noi conosciamo e apprezziamo per il suo lavoro sempre cosi fondamentale, arricchente e rigenerante per noi danzamovimentoterapeuti di tutto il mondo.

Impossibile ricordare qui tutti gli interventi perchè sono stati davvero numerosissimi (quasi un centinaio!) e tutti diversamente interessanti. Consiglio comunque per chi desidera saperne di più di visitare il sito del LIMS e in particolare la sezione dedicata alle giornate della Conferenza per l’Anniversario 2018 all’interno della quale stanno progressivamente venendo pubblicate gli interventi integrali (full presentations) dei professionisti che hanno dato il loro permesso. https://labaninstitute.org/papers-presentations/ .

Essere presente a questa commemorazione mi ha ancora di più fatto toccare con mano la ricchezza caleidoscopica dei principi della Laban/Bartenieff Movement Analysis, un patrimonio di esperienze e conoscenze che merita di essere sempre più conosciuto e che non morirà mai in quanto costituisce un tesoro vivo che onora la possibilità umana – in questi tempi un po’ dimenticata – di “collegare”, creare ponti, connessioni per divenire più presenti e umani in senso profondo. Attraverso gli strumenti della LMA è possibile infatti fare esperienza a partire dal corpo, divenire direttamente consapevoli dell’inevitabile dualità che ci caratterizza e che si cristallizza con incredibile chiarezza e visibilità nelle polarità insite nell’esplicitarsi dinamico del movimento umano. Un’occasione per potere accogliere connettersi con i diversi e opposti stati dell’essere psichici e corporei, avere a che fare con l’altro sempre mutante insito in noi stessi.

LMA/BF ci offre la possibilità di poterci muovere non solo col corpo ma cinestesicamente dunque di poterci sentire, percepire mentre ci muoviamo, sperimentare le componenti del movimento che facilitano lo stare nell’attimo presente riscoprendone la Bellezza pur nel terrore della sua eterna dolorosa repentinità; ci permette di scomporre gli elementi di cui il movimento è composto per poterne apprezzare ancor più la complessa peculiarità dell’insieme, dedurne gli elementi comuni che pure sempre si declinano in maniera diversa nella sconvolgente unicità di ognuno di noi. Ci permette di avere un vocabolario di movimento, un sistema di scrittura, un linguaggio preciso che per esprimersi non deve fare ricorso ad altre discipline.

Ci facilita nel comprendere come attraversare le misteriose connessioni tra corpo, emozioni e pensiero, come svalicare i propri limiti per divenire parte di un ecosistema più grande, riscoprendo dentro sé le proprie risorse, il proprio tesoro sempre da custodire e curare per divenire più autenticamente vitali e umani. Ci permette di collegare il visibile con l’invisibile.

Tralascio in questa sede i riferimenti all’utilizzo e alle applicazioni più specifiche del LMA/BF nel campo della DMT perché ci vorrebbero molte più pagine e non è qui la sede. Concludo però con una frase di Laban che ben mette in luce l’originalità “connettivante” della sua visione.

“Osservando una persona che si muove si diviene consapevoli non solo dei percorsi e dei ritmi del movimento, ma anche delle qualità espressive e del mood di cui tali movimenti si fanno portatori, perché le forme dei movimenti nello spazio sono sempre più o meno colorati da un sentimento o da un’idea. Il contenuto delle emozioni e dei pensieri che noi abbiamo mentre ci muoviamo o guardiamo i movimenti di un altro può essere analizzato cosi come le forme e le linee nello spazio”. R.Laban

9 settembre 2018 – Gruppo Studio APID Età Evolutiva e disturbi dell’Apprendimento                                       Coordinamento: Dott. M. Massa – Dott. A. Lagomaggior