Cronache dalla DanzaMovimentoTerapia. DMT e Carcere, da Manuela Giugni

E’ un racconto quello che ci arriva dalla collega Manuela Giugni. Fiorentina, una delle prime allieve di Lilia Bertelli e Maria Fux, Insegnante, Danzamovimentoterapeuta. 

Carcere: 3 anni di Danzamovimentoterapia nella sezione femminile di Sollicciano. Il limite, la rabbia, la resilienza, le ali della libertà.

Antefatto

PRIMO GIORNO in Carcere, 13 gennaio 2016

Piove fortissimo. Ho bisogno di un caffè. Per essere lucida per la nuova impresa. Oggi inizieremo il laboratorio di danzaterapia per le donne che stanno a Sollicciano…Maria, una delle mie colleghe che collaboreranno in carcere con me, è venuta a prendermi con la Bat-Mary, una scarcassata panda venticinquenne. Ci fermiamo in un bar. Enrica, l’altra collega, è in autobus. La intercettiamo. Siamo contente perché così faremo il nostro ingresso tutte e tre insieme.

Sono preoccupata, perché non so proprio come andrà. Niente è sicuro. Non so quante persone saranno e se ci saranno… Se sono state informate. Se sanno che io, Maria ed Enrica andremo per portare loro la gioia della nostra danza.

L’insegnante di Thai-Chi ci ha raccontato che al suo primo incontro si è presentata una persona sola. E che adesso è arrivato a 4 allieve!

Salvatore, il Presidente dell’’associazione che coordina i laboratori al “fresco”, ci sta già aspettando: è sempre così puntuale! Nonostante la sua veneranda età… Quanto è caro Salvatore.

All’ingresso del carcere. Gli agenti all’ingresso, chiedono i miei documenti e quelli delle altre. Dicono che posso entrare solo io. E che le altre due non sono in elenco. Sbianco e faccio una delle mie espressioni con il volto: “EEEEH?!Non è possibile!”, mi sento dire. Salvatore, volontario da più di dieci anni, dice che se non entrano loro non entra neppure lui. Dopo alcune telefonate, si chiarisce la vicenda: possiamo entrare tutte. Salvatore ci guida. Ad accoglierci c’è anche il nostro educatore di riferimento. Dopo aver lasciato nell’armadietto le nostre borse, valichiamo altre 2 porte ed entriamo dentro “il femminile”. Ripetiamo per la terza volta i nostri nomi e finalmente iniziamo a salire le scale che ci portano ai reparti. La forte pioggia ha fatto allagare i corridoi e dei cartoni sono stati piazzati sopra le pozze. Ci hanno assegnato una stanza denominata Stanza dello Yoga. E’ abbastanza accogliente: alle pareti dei mandala dipinti e il pavimento e di linoleum permette la possibilità di danzare senza scarpe. Dentro ad accoglierci, Principessa, una donna cinese vestita elegantemente….

La troveremo sempre ad aspettarci, puntuale ed elegante.

Inizia così la nostra avventura

DANZAMOVIMENTOTERAPIA: “TEMPI e SPAZI DANZATI: il LIMITE e LA LIBERTA’ nel LUOGO DELLA NEGAZIONE DEL TEMPO”rivolto alle donne DETENUTE e VOLONTARIE/i di Sollicciano

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.” Italo Calvino

Obiettivi del percorso formativo

(dal progetto dell’Associazione Pantagruel “Laboratori al fresco: animazione culturale in favore della popolazione carceraria fiorentina”, finanziato dal Comune di Firenze).“Dalla creatività irritata del limite alla consapevolezza della propria dignità”

Percorso danzato attraverso la risorsa vitale della creatività: una possibilità per immaginarsi e re-inventare se stesse portando suggestioni e cambiamenti all’interno della istituzione totale.

 

DOCENTI

MANUELA GIUGNI, 2016/17/18

Iscritta al Registro Professionale Nazionale dei Danzamovimentoterapeuti Italiani( APID)

MARIA COLANGELO, 2016/17/18

Iscritta al Registro Professionale Nazionale dei Danzamovimentoterapeuti Italiani( APID)

ENRICA IGNESTI, 2016/17

Iscritta al Registro Professionale Nazionale dei Danzamovimentoterapeuti Italiani( APID)

DIEGO MARCHI, 2018

Attore e Regista Teatrale

Alcuni obiettivi del percorso formativo

Una ricerca originale, in cui la danza diventi una sorta di territorio libero attraverso il quale ci si possa incontrare per scambiare emozioni, linguaggi e culture .

Un viaggio emozionale nell’universo carcerario dove la risorsa della DANZAMOVIMENTOTERAPIA possa alleggerire il quotidiano fatto di chiusura in spazi piccoli e affollati dove rimbalza il bisogno di aria, di luce. E possa esaltare emozioni imprigionate nei corpi che raccontano malessere, disagio, costrizione. Il benessere fisico ed emotivo di un individuo presuppone delle condizioni che all’interno di un carcere sono negate.

La danzamovimentoterapia può entrare nel “Contemporaneo sensibile” e contribuire a momenti di riflessione sulle grandi tematiche sociali.

Attraverso la relazione con la musica, il movimento-danza, il gioco, il rilassamento, la persona si sente aperta ad esperienze che rivelano il comportamento e le potenzialità. Per esprimere processi di autenticità che dapprima riempiono vuoti e evidenziano difficoltà e limiti fino a trasformarsi in pienezza positiva e apertura. Per apprendere l’importanza gioiosa della relazione psico-corporea con la musica, la forma, il colore e il MOVIMENTO-DANZA.

Ed ecco che il laboratorio diventa una possibilità di recuperare se stesse e mostrarsi agli altri che vivono dentro e fuori nella forma più sublime attraverso una performance da presentare al pubblico interno ed esterno

Il desiderio di uscire dall’isolamento è divenuto un atto creativo…Un atto d’amore…Dal cammino danzato al sé ritrovato

In 3 anni sono state organizzate 4 performances che racchiudevano in sintesi il cammino consapevole , lungo e doloroso verso la propria consapevole libertà:

1- IL TEMPO DANZATO 13 giugno 2016

2- 8 MARZO 8 marzo 2017

3- LA LUNA NEL POZZO 16 giugno 2017

4- LA SVOLTA, ovvero LE DEE VULNERABILI 14 giugno 2018 

 

LA SVOLTA, ovvero Le dee vulnerabili è stato l’ultima lavoro, quello del 2018.

Al centro della PERFORMANCE di DanzaMovimentoTerapia è la violenza sulle donne, proposta alle donne che stanno fuori e alle donne che stanno dentro unendo tutte le donne in un gemellaggio a distanza

Questa performance è nata anche dopo una riflessione comune con la mia collega Maria Colangelo, arteterapeuta-danzaterapeuta che divide con me l’esperienza in carcere, dopo il Convegno di APID nel marzo 2018 a Riolo Terme (Ravenna) dal titolo:

La DanzaMovimentoTerapia (DMT) come contributo per il recupero della dignità e integrità della persona nell’ambito delle violenze: dall’infanzia all’età avanzata.

Tra i relatori era presente anche Giacomo Grifoni, socio fondatore del Centro Ascolto Uomini maltrattanti di Firenze, prossimamente impegnato in una Formazione permanente APID

http://www.apid.it/gesti-e-parole-apprendere-e-trasmettere-il-linguaggio-del-rispetto-workshop-formazione-permanente-apid-con-simonetta-ottone-e-giacomo-grifoni/

Soprattutto di Violenza contro le donne si parlava al convegno APID.

Ma noi ci siamo preoccupate anche della violenza delle donne contro le altre donne.

E anche della libertà delle donne.

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso             sei un granello di colpaanche agli occhi di Diomalgrado le tue sante guerreper l’emancipazione.Spaccarono la tua bellezzae rimane uno scheletro d’amoreche però grida ancora vendettae soltanto tu riesciancora a piangere,poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,poi ti volti e non sai ancora diree taci meravigliatae allora diventi grande come la terra

e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini 

LE DEE Vulnerabili

Definiamo le dee , Era, Demetra e Persefone, dee vulnerabili.

Era, nota ai romani come Giunone, era la dea del matrimonio e la consorte di Zeus, sovrano degli dèi dell’Olimpo. Demetra, la romana Cerere, era la dea delle messi. Nel mito principale che la riguarda viene esaltato il suo ruolo di madre. Persefone, in latino Proserpina, era sua figlia, chiamata dai greci anche Kore: ‘fanciulla’.

Le tre dee vulnerabili rappresentano i ruoli tradizionali di moglie, madre e figlia. Sono archetipi dell’orientamento al rapporto, quelle dee, cioè, la cui identità e il cui benessere dipendono dalla presenza, nella loro vita, di un rapporto significativo; esprimono il bisogno di appartenenza e di legame tipico delle donne; sono sintonizzate sugli altri e sono vulnerabili.
Vennero tutte e tre violentate, rapite e dominate o umiliate da divinità maschili. 

Di seguito alcune note informative della performance presentata nel Carcere di Sollicciano: stiamo lavorando a delle possibili repliche al di fuori della casa penitenziaria, e all’opportunità di renderne possibile l’accesso alle detenute – interpreti.


La DanzaMovimentoTerapia come contributo per il recupero della dignità e integrità della donna nell’ambito delle violenze: dall’infanzia all’età avanzata.

LA SVOLTA, LE DEE VULNERABILI PERFORMANCE DI DANZAMOVIMENTOTERAPIA

dedicata a Rossella Casini , fiorentina, uccisa dalla ‘ndrangheta 35 anni fa e a Mariam Moustafa ammazzata nel 2018 a Londra da una banda di giovani bulle