IL POTERE DELLA DANZAMOVIMENTOTERAPIA IN RIABILITAZIONE PSICHIATRICA. Psychiatry and Art Conference, Malta

 

Da venerdì 13 a sabato 14 luglio si è svolta a Malta la Conferenza “Psychiatry and Art” sulla relazione tra le arti e il loro ruolo nella riabilitazione della malattia mentale.

Gli effetti terapeutici delle arti erano un tabù, oggi svelato. Al riguardo abbiamo rivolto le nostre domande a Romina Tavormina, una delle relatrici della conferenza,  danzamovimentoterapeuta APID.
Il suo ruolo in conferenza?
«Io come socia del “Centro Studi Psichiatrici” (Censtupsi) ho partecipato all’”Art e Psychiatry Conference” che rientra nel “Malta Arts Festival”, inserito negli eventi del “2018 Malta European City of Culture”. Ho presentato una relazione in inglese: “the power of the dancemovementtherapy in a project of psychosocial rehabilitation”, in cui ho raccontato  come la danzamovimentoterapia (DMT) abbia un grande potere nel lavoro con pazienti psichiatrici, soprattutto per quel che riguarda la lotta allo stigma sociale contro la malattia mentale e dunque per il processo di reinserimento e l’integrazione sociale, e per l’incremento e il miglioramento delle relazioni oltre che del proprio benessere psicocorporeo. Nello specifico ho portato i risultati di un progetto di DMT e riabilitazione psichiatrica che svolgo da diversi anni con pazienti psichiatrici al DSM di Torre del Greco Asl NA 3 Sud, in quanto esperta esterna della cooperativa sociale il Faro».
Come si è svolta?

«Ho presentato dei video del lavoro svolto in questi anni, facendo riferimento a 2 fasi: la prima caratterizzata dall’uso di movimenti più strutturati, tra cui passi di “bachata”, utile per le sue caratteristiche di semplicità strutturale oltre che di integrazione, essendo molto popolare; e una seconda fase caratterizzata da movimenti più spontanei».

 

Fonti: Crudiezine, Serena Costantino