NEL BLU DIPINTO DI BLU. I SALOTTI DEL BEN ESSERE

Dopo il Convegno svoltosi a Napoli nel Novembre 2016, le attività danzamovimentoterapeutiche si svolgono con gran fermento nella capitale partenopea.

In autunno infatti, si svolse un evento nato dal laboratorio con gli studenti dell’Università Suor Orsola Benincasa con il metodo i “Salotti del Ben Essere”, curato dalla Dr.ssa Sara Diamare psicoterapeuta e danzaterapeuta dell’Asl Napoli 1 Centro, per il miglioramento della Relazione con l’altro.

L’ iniziativa fu patrocinata dalla Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia APID, presente con rappresentanti del Direttivo Nazionale, che menzionarono il successo della precedente iniziativa nella Settimana Nazionale della DMT nel Sud di Napoli e Sicilia.

In quell’occasione, infatti, organizzata presso l’Università Suor Orsola Benincasa, si registrò il numero più alto di partecipanti rispetto al resto del paese, con età più giovane e con presenza sia del genere femminile che maschile, cosa poco diffusa in altri contesti.

17834425_1290379934348624_8278878324801016213_o NAPOLIIl recente Convegno, svoltosi sempre a Napoli, si è aperto con una coreografia “Le nuvole……nel blu dipinto di blu” curata da Teresa Giaccio, Alberto Sant’Elia e Marina Salerno con il supporto tecnico di Emanuela Lanzetta ed il Docente e Supervisore Sara Diamare (socio-Supervisore APID, membro del Consiglio Direttivo), voci narranti Teresa Giaccio (danzatrice) e Maria Luisa Pasquarella (socia APID).

Gli Studenti del Seminario Arte ed Educazione per il Benessere Sociale quali Peer Educator, insieme agli Studenti del Laboratorio i Salotti del Benessere ed i l Gruppo di Ricerca Embodied Education della Cattedra di Pedagogia della Comunicazione presentano una performance danzata e recitata che vuole rappresentare il processo di trasformazione, integrazione e co-costruzione di setting e contesti di apprendimento embodied e di empowerment psicocorporeo per una cultura del Ben Essere.

La tematica simbolica è quella del processo di tras –formazione ed integr – azione tra parti in ombra e parti in luce nella relazione educativa e nella promozione della salute. Tale processo, frutto di percorsi formativi di percezione corporea e di movimento consapevole, apre interrogativi e timori nel confronto con sé stesso e con l’altro, ma offre di fatto la possibilità di portare alla luce la creatività, il pensiero divergente, le potenzialità ed i talenti di ciascuno.

Vanno vengono ogni tanto si fermano… certe volte sono bianche… certe volte ti avvisano con un rumore… vanno… e ritornano,  magari si fermano tanti giorni  e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai… … si mettono lì tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia (Fabrizio De Andrè)”

 

La chiusura del Convegno è stata suggellata da una coreografia finale curata dalla dott.ssa Sara Diamare presso la suggestiva sede l’ex OPG “Je so’ pazzo”. Sono state utilizzate la creatività e le potenzialità coreutiche del gruppo studenti e diplomati della Scuola di Teatro Arte Terapia di Napoli e della Scuola di DanzaMovimentoTerapia in chiave simbolica® di Firenze, per costruire con una fiaba danzata.

La fiaba danzata di P. de Vera D’Aragona (Roma, 2010) intende esplorare il mistero interiore di ognuno utilizzando elementi tratti dall’”immaginazione attiva” in senso junghiano. Nel modello della Danza Movimento Terapia in chiave simbolica® “…sulla scena agita del setting compaiono fantasmi, demoni o il daimon … Il movimento del corpo e la danza danno “spazio” e “voce” per coglierne il messaggio. Il corpo ritrova così una straordinaria capacità di “raccontarsi”. La forma coreografica “descrivendo” le istanze psicologiche ed emotive emerse, ne dipinge il ritmo e l’intensità.”

Non con le parole ma con il contatto e la comunicazione non verbale il finale delle fiabe danzate è quasi sempre positivo.  La trasformazione nelle fiabe danzate è interessante rispetto al senso etico che permea e contagia l’essere umano nel guardarsi come in uno specchio.

Tutta la fiaba raccontata dalla danza, verteva sulla duplicità e la ricongiunzione degli opposti e tali tematiche hanno trovato spazio anche nei giocosi travestimenti che hanno reso possibile una scenografia più colorata dalle emozioni dei danzatori che hanno accompagnato il rituale finale.