NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO APID 2018 – 2021

Domenica 18 Marzo a Riolo Terme è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo APID.

Presidente: Simonetta Ottone

Consiglier*: Fernando Battista, Maria Teresa Cancelli, Sara Diamare, Elena Mignosi, Maria Paola Rimoldi, Federica Tecchiati.

Il nuovo Direttivo è rappresentativo delle zone geografiche del paese, composto da socie e un socio appartenenti al sud, al centro e al nord. Il Lazio conta ben due rappresentanti, come la Lombardia, ma anche la Campania e la Sicilia sono presenti con un rappresentante ciascuna. Per la prima volta la Presidenza sarà in Toscana; di seguito alcuni stralci del discorso di insediamento della nuova presidente, Simonetta Ottone:

“Carissime Socie, carissimi Soci, Illustrissimo Consiglio Direttivo entrante, illustrissimo Consiglio Direttivo uscente.

Grazie del sostegno che avete dato a questa mia Candidatura.

Grazie al Direttivo uscente, con cui ho trascorso anni di forte lavoro. In equilibrio e reciprocità.

Grazie a Voi, grazie alla Presidenza uscente, Mila Sanna, da cui ho appreso tantissimo.

Mi avvicino con rispetto e soprattutto gratitudine a chi mi ha preceduta, a chi ha sognato, ideato e infine fondato APID, a chi l’ha saputa far crescere, a chi mi ha accompagnato a conoscerla internamente.

Il mio impegno, portato avanti con umiltà, sarà volto al sostegno dei vari organi associativi, alle loro funzioni vitali.

Proseguendo il lavoro svolto sin qui all’interno del Direttivo 2015 – 2018, cercherò di tenere al centro, se possibile in modo anche maggiore, il lavoro dei territori, dando visibilità e importanza alle Sezioni locali e ai soci sparsi nelle varie regioni; credo infatti che solo una cura del territorio possa rendere forza e credibilità all’azione centrale, evitando scollamenti dalla situazione reale di tutto il paese.

LA SETTIMANA DELLA DANZAMOVIMENTOTERAPIA, è nata in questo senso e è diventata una grande festa in buona parte del paese.

La nascita, su mia personale spinta, di APIDBLOG, è andata nella direzione di aumentare la visibilità del lavoro dei DMT in Italia. Oggi, il blog riceve migliaia di visualizzazioni e gradimenti ad ogni uscita, non solo dai Soci, ma aprendosi all’esterno.

Perché io voglio, perdonate se non dico più educatamente “vorrei”, io voglio che si parli del nostro lavoro. Di questo lavoro prezioso, colto, competente, dalle alte e molteplici formazioni e professionalità. I professionisti della DMT APID meritano di essere visti, in quanto risorsa.

Ritengo fondamentale impegnarsi a fondo per qualificare e attestare la pratica della DanzaMovimentoTerapia in Italia, pertanto, è essenziale promuovere e tutelare la qualità professionale, etica e scientifica di chi opera ai sensi della Legge 4/2013. Fondamentale ne è il percorso con il COLAP; percorreremo però ogni strada per far sì che avvenga ancora di più, e si perfezioni, una piena legittimazione professionale e un evolversi costante dei rapporti con le istituzioni. I rapporti con le istituzioni, con le Università, con la Comunità Scientifica saranno snodi cruciali nei prossimi anni.

Bisogna aprire una riflessione, riguardo alla direzione da prendere: come chi mi precede, anch’io sono fermamente convinta che bisogna andare verso la direzione di integrazione e unificazione delle competenze che rappresentano l’ambito delle Arti Terapie, per rappresentare un’area specifica di servizi alla persona, sia in ambito pubblico, che privato. Ciò non vuol dire che rinunciamo alla nostra storia, tutt’altro; ciò vuol dire invece che avremo modo di individuarci e distinguerci meglio.

La paura di trovarci a fare i conti con il cambiamento, che ci chiede necessariamente di lasciare qualcosa di noto per qualcosa di più grande ma ignoto, non ci deve fermare, o far rallentare troppo.

Perché ci sarà sempre bisogno del nostro lavoro: nessuna macchina potrà sostituirlo. Nessuna macchina ricrea emozioni, nessuna macchina sarà mai capace di empatia e di risonanza del sentire dell’altro.

Noi sì, lo sappiamo fare. La DMT può farlo. E’ il fattore squisitamente umano che caratterizza il nostro intervento e che rappresenta la nostra miglior garanzia alla longevità della nostra professione..

 

Che osservatorio privilegiato può essere quindi una disciplina come la nostra, capace di interagire con numerose utenze, ogni volta in modo adeguato rispetto al contesto in cui ritiene di intervenire?

Tutto questo ci pone in una relazione fortemente dialogica con il mondo e il tempo che stiamo vivendo; possiamo diventarne testimoni attivi, sensori raffinati, indispensabili mediatori tra il mondo delle persone e le istituzioni che le rappresentano.

Possiamo essere dei canali, reali e concreti.

Il mandato di APID, credo sia quello di stimolare il Paese in quella visione che animò chi ci ha preceduto, in una ricerca instancabile, nell’urgenza di riempire di senso la nostra professione nella società contemporanea, costruendo impalcature solide e durature, per le generazioni future: legare una generazione all’altra. Legarci, nutrire legami.

Se coltiveremo tutto questo, il confronto europeo sarà un’opportunità per tutti, perché la DMT italiana è capace di favorire un dialogo maggiore tra il mondo dell’Arte, della Salute, dell’Educazione, la DanzaMovimentoTerapia italiana non separa, ma unisce, integra.

Penso a ciò che mi dicono le persone con cui lavoro, cui porto i miei interventi, spesso nei servizi territoriali:

la DMT è un posto dove possiamo essere liberi, dove non c’è l’infermiera, il medico o l’operatrice. Qui siamo tutti uguali.

Il mio impegno va prima di tutto a loro.